1918: cosa dirò oggi agli studenti

Le Frascare

Poche scuole, che io sappia, hanno prestato attenzione al centenario del 1918; lode perciò al Liceo di Mesoraca, che m’invita a tenere una conversazione; e sto per partire. Cosa dirò?

1. La Prima guerra mondiale divampa, nel 1914, per l’assommarsi di molte cause, che si possono riassumere in una: l’eccessiva potenza politica, militare, economica, tecnologica e culturale della Germania; il che induce la Gran Bretagna, dopo secoli, ad invertire la sua politica e schierarsi con Francia e Russia.
2. La crisi scatenata dall’uccisione di Francesco Ferdinando provocò una serie di automatismi e dei trattati e dei piani di guerra.
3. Il piano tedesco, tecnicamente perfetto, venne smentito dai fatti: la Germania respinse l’offensiva della Russia e fu a sua volta fermata dalla Francia.
4. Da allora, la guerra si ridusse a reciproche spallate, di breve esito e senza successi risolutivi, con rare manovre di movimento, e con gravissime perdite umane da parte di tutti i contendenti.

5. L’Italia si era dichiarata neutrale. Si diffuse un grande moto detto interventismo, cui parteciparono nazionalisti, irredentisti, repubblicani, ma anche i socialisti nazionali di Mussolini.
6. L’Italia, firmato il miope Patto di Londra, nel maggio del 1915 dichiarò guerra alla sola Austria-Ungheria; e solo l’anno dopo anche alla Germania.
7. Il piano italiano era di sfondare le linee nemiche sull’Isonzo; per anni, la parità sostanziale di forze fece sì che la guerra si conducesse tra scontri sanguinosi e inutili, e lunghe attese nelle trincee.
8. L’intervento degli USA a fianco dell’Intesa, importante per i rifornimenti, era atteso solo per il 1919. Germania e Austria tentarono di vincere prima, e ciò spiega lo sforzo compiuto con l’offensiva di Caporetto.
9. Il generalissimo Diaz fermò il nemico sul Piave; nell’estate del 1918, dopo aver respinto l’ultimo tentativo, sconfisse gli Austroungarici a Vittorio Veneto.
10. Il crollo interno della Germania e lo sfaldamento dell’Impero degli Asburgo avvennero quasi all’improvviso, e le conseguenze furono un’Europa caoticamente organizzata in nuovi Stati, tutti deboli e tutti in conflitto tra loro, il che condurrà inevitabilmente alla Seconda guerra mondiale.

Detto, con la massima brevità, ciò, mi soffermerò di più sulle conseguenze politiche e sociali della guerra:

a. Gli eserciti vennero alimentati dalla leva di massa, il che coinvolse milioni di uomini, moltissimi dei quali cadranno o resteranno mutilati.
b. Giunti al fronte, gli uomini, in gran parte ancora poco scolarizzati o analfabeti, subirono un rapido processo di politicizzazione, domandandosi il perché della guerra, e assumendo posizione.
c. In Russia, si formeranno al fronte le minoranze “bolsceviche”, che andranno al potere nell’ottobre del 1917.
d. In Italia i combattenti, in particolare ufficiali e sottufficiali di origine piccolo borghese, costituiranno poi, in gran parte, la base sociale del fascismo; ma non mancheranno combattenti di idee socialcomuniste.
e. L’assenza degli uomini chiamati alle armi indusse all’utilizzazione delle donne nelle industrie, accelerando così la crescita sociale dell’elemento femminile nelle società europee.
f. Nelle aree rurali, le donne si assunsero la responsabilità della famiglia e dei rapporti con le autorità, emblematico è il caso delle “Frascare” nella vicina Petilia Policastro, ribelli alle ingiustizie del Comune: ne abbiamo ricavato un lavoro teatrale nel 2017.

Ulderico Nisticò

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