Abbiamo il Governo; e ora, la Regione

 Al peggio, il Governo Conti – Di Maio – Salvini è mille volte meglio di un Monti, o di chiunque stia al guinzaglio dei burocrati di Bruxelles; e spero faccia bene, con le sue facce in buona parte nuove, e perciò poco incrostate di politicume. I primi passi mi paiono positivi.

 Tra non molto, voteremo per la Regione Calabria, la quale è l’ultima d’Europa in tutto ciò che è buono, e primissima in tutto ciò che è cattivo. Tutto ciò è dovuto, dal 1970, alle Giunte giudate dai seguenti signori:  A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centrodestra.  Di questi illustri signori, G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti sono stati di centro(destra), senza minimamente manifestarsi migliori, anzi nemmeno diversi, da quelli di centrosinistra: stesse roboanti proclamazioni, stesse promesse, stessi fallimenti; e sotto di loro, come sotto gli altri, a comandare effettivamente sono stati i passacarte degli uffici.

 Perciò, che la prossima volta vinca il centro(destra) invece del centrosinistra, allo stato dei fatti mi lascia del tutto indifferente. Chi volesse una prova che il centro(destra) è incapace di governare, ce la dà l’evidenza che il centro(destra) è incapace di opposizione, anzi a fare l’opposizione non ci pensa nemmeno: siamo tutti paesani, vero?

 I politicanti di centrosinistra e quelli di centro(destra) sono del resto difficili anche da distinguere, soprattutto sul piano antropologico: sono gli stessi, a parte parole in libertà. Con chiunque di loro, a comandare davvero è una manica di scartoffiari, il cui unico scopo è fare il meno possibile per non rischiare.

 La Calabria ha bisogno urgente di rinnovare tutta la sua classe dirigente. E siccome il centrosinistra è perdente, anzi rischia di scomparire alle regionali, e vincerà, sotto qualsiasi forma, una coalizione di centro(destra), è questa che si deve rinnovare:

– rinnovare nelle persone, mandando a casa inetti e vecchiume;

– rinnovare le idee e le proposte;

– rinnovare la burocrazia, costringendo i pigri a lavorare.

 Ebbene, se il rinnovamento del centro(destra) inizierà a primavera, cioè un mese prima delle elezioni, l’unico risultato sarà che il vecchiume verrà automaticamente ricandidato, anche solo per mancanza di altro.

 Se la selezione di una nuova classe dirigente inizia a giugno 2018 per il 2019, c’è qualche speranza che la Calabria possa tirar fuori qualche sorpresa, qualche giovane attivo, qualche persona non compromessa con il passato di qualsiasi genere.

 Servono perciò incontri, convegni, discorsi, conoscenze reciproche, e tutte le opccasioni per selezionare in modo informale e sostanziale: le primarie istituzionali, in Italia, sono un palese trucco; e ogni politicante porta a “votare” i suoi amici e caudatari.

 La selezione dei politici dev’essere accompagnata dal profondo rinnovamento di idee; bisogna quindi fare appello alle intelligenze (non agli “intellettuali”, Dio liberi!), ai competenti, ai veri esperti, a chi ha sul serio qualcosa da dire.

 Metodo? Riunioni con la regola di massimo dieci minuti per intervento: chi ha da dire, ne utilizzerà anche solo cinque; chi non ha niente da dire, afferra il microfono e poi bisogna tagliargl la mano perché lo molli.

 O così, o nella primavera del 2019 avremo a Germaneto dei politicanti di centro(destra) al posto di politicanti di centrosinistra. E il risultato non cambia: la Calabria resta l’ultima d’Europa, con i Chiaravalloti come con i Loiero.

Ulderico Nisticò

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