Arrivano i Cinesi…

 La vita è una ruota. I Cinesi del XIX e XX secolo erano poverissimi, infine pure comunisti. Ora sono pseudocomunisti e realmente capitalisti, e si comprano l’Inter e il Milan, eccetera, ivi inclusi mezzi USA. Hanno accumulato valanghe di soldi sia in quanto Stato sia in quanto privati, e possono contare sul confucianesimo, che rende il popolo obbediente e disciplinato. Insomma, è l’ora della Cina.

 Parentesi: non durerà moltissimo, proprio per il confucianesimo; ma questo è un altro discorso, e qui non c’interessa.

 Di tutti i soldi che la Cina e il Cinesi investono nel mondo, in Calabria arrivano solo negozietti che di soldi ne incassano tanti, ma i cui gestori non ne spendono manco per mangiare. Insomma, rastrellano il nostro e non portano il loro. Non è certo a questi che sto pensando, ma ad eventuali investitori.

 Attenzione: se la Cina o i Cinesi, o qualche miliardario di Pechino, fiutassero l’affare, state tranquilli che ci penserebbero da soli e non aspetterebbero i miei preziosi consigli; come hanno fatto per il Milan e l’Inter. Se i Cinesi non investono in Calabria e nel Meridione d’Italia, è perché non fiutano l’affare, e nessuno glielo fa fiutare.

 Potremmo anche proporre un poco di turismo serio, per esempio; cercare un “tour operator” italiano – scusate il barbarismo – che convinca qualche altro t.o., questa volta cinese, che in Calabria le vacanze di mare si possono fare anche ad aprile e ad ottobre; che c’è la montagna; e per i più colti, ci sono quattro millenni di storia.

 È così che si fa, e non vorrete pensare che un cinese parta  all’avventura da Shangai e da Canton per aver saputo casualmente che c’è Soverato! Il turismo di oggi si organizza a livello mondiale, si contratta a condizioni convenienti di comodità e prezzi.

 Ovvio che in Calabria non arriverebbe il megamiliardario cinese carico di soldi e abituato a livelli di vita che qui non sappiamo nemmeno immaginare nella fantascienza. Ma ci saranno, credo, borghesi cinesi, ceto medio, professori e medici e artigiani benestanti, che richiedano una vacanza decorosa e tranquilla: questo può offrire la Calabria, e su quest’offerta dovremmo puntare. 

 È una questione di politica estera italiana, e, nel nostro piccolo, politica estera calabrese. Ma voi ve lo figurate, il passacarte della Regione Calabria, a Pechino, a discutere con gente di quel calibro finanziario? Stendiamo un velo pietoso.

 Un corollario importantissimo: per vedersi bene, la Calabria deve dotarsi di un’immagine desiderabile, bella, sana. Perciò serve vietare per legge lo sport regionale calabro del piagnisteo, ivi compresi i tanti, tantissimi che praticano industrialmente l’antimafia segue cena; e gli scrittori e teatranti strappacore.

 Arriveranno, i Cinesi?

Ulderico Nisticò