Arrivano i rinforzi dalla Grecia, e i BOT

La Grecia ha fatto sapere all’Europa che per l’anno prossimo non intende più morire di fame per far quadrare i conti. In Grecia da qualche tempo i conti – più o meno – quadrano, però quando si sono scatenati gli incendi apocalittici di due mesi fa, i pompieri non avevano soldi per la benzina; anzi non c’era la benzina. Non funziona bene, una cosa così.

Ora la Grecia si ribella. L’Italia si è già blandamente ribellata, con qualche piccola marcia indietro più per questioni interne che per rispetto dell’Europa.
Ribellate, a chi? A una Commissione europea, a dei burocrati, a dei dotti i quali credono seriamente ai loro schemi libreschi, e moriranno convinti che siano la stessa cosa l’economia e la finanza. E invece la finanza sono i soldi; e l’economia sono le cose. I soldi sono stati inventati per facilitare lo scambio delle cose, non per farci fare la fine del mitico re Mida, il quale, trasformando in oro tutto quello che toccava, compreso il pane, morì ricchissimo di fame.

E tanto più che le monete di oggi non sono zecchini, fiorini, ducati, talleri, sterline d’oro, quindi dal valore intrinseco (le monete d’oro romane circolavano in Asia secoli dopo la caduta dell’Impero), ma carta moneta dal valore nominale. Non voglio dire, come qualcuno pure pensa, sia senza valore; ma che il valore è aleatorio, mutevole, secondo equilibri dettati da borse e banche.

Il sofisma della finanza è che il denaro sia un’entità in sé, indipendente da qualsiasi altra cosa. Ciò lo affermano, da ormai quattro secoli, i liberisti, e, nel nostro piccolo italiano, i crociani, i quali pensano che l’economia sia una cosa e la politica tutt’altra. E invece non è così, nemmeno in Europa. Infatti:

– Germania e Francia, siccome sono politicamente potenti, sforano i numeri, e se ne impipano;
– Fino a tre mesi fa, i governi di centrosinistra sforavano a piacimento, in cambio di prendersi le ong e migranti vari; ora che abbiamo detto di no, guarda caso…

Insomma, i liberisti, quando ne hanno convenienza, smettono di essere liberisti e fanno politica. E allora, facciamola anche noi. Come?

1. Intensifichiamo i rapporti anche economici con Russia, USA, Cina, Africa: e con o senza l’Europa;
2. Facciamo valere che l’Italia ha in giro per il mondo 10.000 soldati, che garantiscono la pace anche a vantaggio dell’Europa. Se no, ce li riportiamo a casa, e ci devono pensare la Germania e la Francia: che del resto, quanto a tradizione di guerra, ne hanno una che noi al confronto siamo delle mammolette. Però, a parte i guerrieri, caccino soldi!
3. Mettiamoci d’accordo con altri cui questa Europa va stretta: la Grecia, i Paesi di Visegrad…
Infine, un’idea cui qui solo accenno, ma, spero, in maniera convincente: battere una moneta diversa dall’euro. Fermi lì, non penso all’uscita dall’euro; ma a un ragionamento semplicissimo.

Se lo Stato deve pagare, diciamo, uno stipendio di 1.000 €, a sua volta deve pagare l’euro, non so quanto, ma lo paga alla Banca Centrale Europea. Diciamo che su 1.000 € ci sia un costo di 5 €. Moltiplicate per milioni, e abbiamo una spesa gigantesca.

E se lo Stato pagasse 800 € in euro, e 200 in BOT, o in buoni spesa da usare per pagare tasse statali, iscrizioni a scuola eccetera? Spenderebbe non 5 € su 1.000, ma 4, o 3, o 2; con un risparmio enorme. La BCE ci perderebbe? Peggio per lei.
So bene che l’argomento merita altra specificazione; ma c’è tempo, nelle prossime puntate.

Ulderico Nisticò

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