Bobby McFerrin, quando lo show diventa invece minuta poesia


bobbymcferrinDi “Don’t worry, be happy”, Bobby McFerrin ha dato solo un breve accenno nel concerto di apertura di Armonied’ArteFestival, ideato e diretto da Chiara Giordano, il cui ente attuatore è la Fondazione Armonie d’Arte, che si è svolto ieri sera nella preziosa cornice del Parco Archeologico di Roccelletta di Borgia. L’imponenza della chiesa normanna e della storia di cui è portatrice, questa volta, è sembrato quasi intimidire McFerrin che ha dato vita ad una performance dal carattere marcatamente intimistico, molto poetica e molto tecnica insieme, seppur interattiva col pubblico che era pronto ad  applaudirlo in un onda di entusiasmo, ma che alla fine è sembrato quasi sparire nel retro parco con un saluto accennato e un passo silenzioso. Forse tutti avrebbero avrebbe gradito ascoltare o fischiettare la canzone con cui il cantante americano ha raggiunto i vertici delle classifiche mondiali, ma scopriamo che oggi il suo percorso è cambiato ed è prioritaria  la voglia di sperimentare, attraverso i suoi indiscussi virtuosismi, ma a un livello più profondo, quasi spirituale. E  lo ha fatto con una formazione italo americana, perché la sua idea era quella di unire le sue idee musicali con la tradizione italiana; così accanto a Ben Davis, al violoncello, McFerrin per le sue “sperimentazioni mediterranee” ha voluto Francesco Turrisi, al pianoforte, e Andrea Piccioni, alle percussioni, e i suoi tamburelli italiani sono stati il tratto distintivo di una volontà di ricerca nuova del cantante americano che con quel continuo tamburellare la mano sul petto, con le sue corde vocali che sembrano “volare” su e giù per la serie di quattro ottave,  ha creato momenti di minuta magia, quasi timida come le prime lucciole nelle notti d’estate.  Forse è sbagliato pensare a McFerrin come a un musicista, lui stesso è lo strumento.

bobbymcferrin1La gioia di vivere  con la sua musica è stata evidente invece palbabile quando Elisabetta Rustici, Maria Luigia Gioffrè ed Emilia Zamuner hanno danzato e duettato con lui.

Il viaggio, iniziato con la performance di Bobby McFerrin continuerà sabato 25 luglio alle ore 22,00 quando sul palco di Scolacium salirà il simbolo dell’Europa della lirica, José Carreras. Con lui nella cornice mozzafiato di Roccelletta di Borgia il soprano cinese Dafne Tian Hui.

Continua così il percorso disegnato da Armonied’ArteFestival per questa XV edizione che partendo dal jazz americano approda alla lirica europea col primo dei due concerti previsti in Italia – il secondo sarà cinque giorni dopo al Teatro alla Scala di Milano. Un programma intenso ed evocativo, una passeggiata tra le aree più belle della musica europea, e del più colorato repertorio napoletano.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *