Buona festa patronale a tutti

Mi ripeto, mi ripeto ogni anno, però non basta mai, e nulla vale a fugare la nebbia dei luoghi comuni dei cittadini di Soverato, soprattutto dei tanti che a Soverato sono arrivati da pochi anni, e magari credono, per dirla con il Vico, “che ciò che sanno sia antico quanto il mondo”. Perciò raccontiamo ancora una volta come mai oggi, 15 settembre, e non in altro giorno, si celebri la festa patronale di Soverato.

Soverato “Vecchio”, e, dopo il 1783, Soverato detta Superiore, avevano una sola parrocchia, anche se in “comuneria” di sacerdoti; e perciò una sola celeste Patrona, Maria SS. Addolorata. Tale venerazione si fa risalire “ab immemorabili [tempore]”, ma possiamo connetterla alla fondazione, attorno al 1510, del convento agostiniano della Pietà, allora in agro di Soverato, oggi di Petrizzi.
Nella zona costiera è nota dalla metà del XVII secolo una chiesetta senza titolari, servita o dai sacerdoti della parrocchia o da monaci di passaggio: era forse intitolata all’Annunziata. Dopo lunghe vicissitudini (La fede tenace. Nel centenario della ricostruzione della chiesa del Rosario, di Ulderico Nisticò, Tonino Fiorita e Italo Sammarro, Davoli M., 2004), tornò in uso nel 1910.
Dal 1906 si festeggia, attorno all’oratorio privato dei Caminiti, la Madonna di Portosalvo, con la processione a mare.

Nel 1908 don Rua celebra la prima Messa nella chiesa di S. Antonio, e si diffonde la venerazione per don Bosco, proclamato santo nel 1934. La Madonna dei Salesiani accompagnò la nascita e la vita dell’Istituto; e, dal 1944, si aggiunse l’importante presenza delle suore Figlie di Maria Ausiliatrice.
Si festeggia anche s. Antonio. Conosciamo altre consuetudini religiose quali le due feste di san Rocco.

In tutto questo fervore di fede, il paese continuava ad avere una sola parrocchia, con sede a Soverato Superiore, finché, nel 1941, non venne istituita quella della Marina, affidata ai Salesiani, e intitolata alla Madonna Immacolata. La prima sede fu la chiesa sul corso Umberto; ma nel 1963 fu trasferita nell’attuale chiesa parrocchiale, e l’altra prese l’intitolazione del Rosario.
Da quel momento le parrocchie di Soverato sono due, entrambe mariane: l’Addolorata e l’Immacolata.
Il diritto canonico, e le leggi civili, riconoscono però solo un celeste patrono di ogni comune, con festa civile e vacanza e chiusura di scuole e uffici: e la legge ne prevede una sola l’anno. Patrona di Soverato è la Madonna Addolorata. Compatrono è stato intitolato san Giovanni Bosco.
Spero di essere stato chiaro, anche se sono certissimo che questa spiegazione, nelle schematiche menti di tanti, cadrà nel vuoto!!!

Non dobbiamo però tacere la verità effettuale: nell’immaginario collettivo, la festa dell’Addolorata resta “a festa e Suvaratu u Supi”, e la partecipazione della Marina è molto scarsa. Abbiamo sì consegnato il premio Gallo nel Municipio, ma solo perché pioveva.
L’anno scorso, come in altre occasioni, chi scrive rilanciò pubblicamente la proposta di un atto del Consiglio Comunale che favorisse manifestazioni patronali anche in Marina. Era un’ottima idea, a tutti parve un’ottima idea, e come tale non interessò a nessuno. È la versione calabrese dell’idealismo: parole al vento.
Comunque, buona festa a tutti.

Ulderico Nisticò

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