Caccia un cinghiale ma ha una grave forma di tubercolosi, animale distrutto

Il Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, con l’avvio della caccia al cinghiale legata alla stagione venatoria, ha intensificato l’attività di prevenzione e di controllo sottoponendo a visita sanitaria gli animali abbattuti e portati dai cacciatori in uno dei punti di igiene prima della commercializzazione e/o consumo delle carni.

La carne di cinghiale può essere portatrice di pericolose insidie sanitarie di natura infettiva, parassitaria, fisica, individuabili solo con un’attenta e rigorosa visita sanitaria da parte degli ispettori veterinari all’uopo deputati. Un prelievo di carne viene inoltrato all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per successive indigini finalizzate alla ricerca di un pericoloso parassita, la trichinella. In alcuni casi, campioni di carni vengono esaminati dall’ARPACAL, per verificare l’eventuale presenza di contaminazione da radioattività.

E’ di fondamentale importanza, pertanto, che tutti i cinghiali cacciati, prima di essere destinati all’alimentazione umana, siano sottoposti ai previsti controlli da parte dell’ ispettore sanitario impegnato in questa attività di controllo presso uno dei punti di igiene dislocati nel territorio dell’ASP.

Nei giorni scorsi, grazie all’avvedutezza di un capo caccia che ha portato a visita un cinghiale da poco cacciato presso il punto di igiene veterinario di Stilo, il veterinario ispettore dopo i necessari accertamenti ha diagnosticato una grave forma di tubercolosi. Eseguiti i prelievi necessari per la tipizzazione del micobatterio è stata disposta la distruzione dell’intero animale. La prudenza del cacciatore ha scongiurato una grave infezione ai consumatori destinatari della carne cacciata ed anche il contagio di una malattia non ancora debellata.

Nella stagione venatoria 2016 il Servizio Veterinario Area B Igiene degli Alimenti di origine animale dell’ASP di Reggio Calabria, diretto dal dr. Francesco Nirta, ha sottoposto a visita ispettiva circa mille cinghiali cacciati che rappresenterebbero solo una parte degli animali abbattuti e consumati.