Calabria: musei e cultura si avvicinano alla realtà virtuale

Le applicazioni della virtual reality al servizio della cultura: la Calabria investe sul virtuale per ampliare l’offerta culturale e rendere le esperienze più immersive.

Da anni si fa un gran parlare delle applicazioni della realtà virtuale e tra fantasia e realtà sempre di più ci stiamo immergendo in uno territorio nuovo dalle infinite possibilità. Il concetto stesso di virtual reality presuppone un allargamento delle possibilità offerte dal reale, grazie all’accesso ad uno spazio digitale in cui tutto diventa possibile.

La regione Calabria ha deciso di percorrere questa strada impiegando le possibilità immersive degli strumenti virtuali con lo scopo di rendere più vera e accessibile l’esperienza culturale. Da qui l’idea di offrire al visitatore un tour digitale in cui godere dell’imponente magnificenza del teatro dell’antica Lokroi, l’attuale Locri. Grazie ad una semplice app scaricabile sul vostro smartphone potrete visitare in alta definizione le rovine di questo gioiello architettonico e grazie ad un’integrazione della stessa con i visori VR l’esperienza diverrà ancora di più immersiva e coinvolgente. La novità dell’applicazione, scaricabile digitando “Teatro Greco-Romano di Lokroi”, sta nell’interazione dell’utente con i meccanismi di scena che può manipolare e muovere a proprio piacimento.

In Calabria cultura e turismo si uniscono per rendere l’esperienza degli spazi archeologici fruibile anche a distanza grazie allo strumento della realtà aumentata che trova nei tour virtuali della città di Cosenza un’applicazione turistica valida ed efficace per la promozione del territorio.

A fianco di simili esperienze troviamo altri esempi in cui le possibilità immersive offerte dal digitale si trasformano in risorse utili in campo medico. In ambito chirurgico il progetto Holens, nato nei laboratori Microsoft, ha portato a una ricostruzione olografica del corpo umano con una fedeltà mai vista prima, facilitando le conoscenze del medico e di tutta l’equipe del paziente che verrà sottoposto all’intervento, riducendo il rischio di errori.

Ci sono poi nuove terapie che aiutano grazie alla realtà virtuale pazienti con gravi forme di fobia. La VR diventa strumento terapeutico capace di immergere il paziente in un ambiente digitale rilassante e rassicurate per introdurlo gradualmente a quegli scenari che sono fonte di ansia. In questo caso non dobbiamo guardare troppo lontano visto che in Italia ha sede l’Istituto auxologico Italiano, uno dei maggiori al mondo per questo genere di trattamenti.

Ma è quando parliamo di gaming che il virtuale si unisce al reale per offrire un mondo digitale così incredibilmente verosimile che il risultato è un’esperienza ludica avvincente e coinvolgente.

Esistono poi piattaforme di gioco che si sono spinte perfino oltre offrendo ai loro utenti esperienze live, trasportandoli in un ambiente immersivo che consente di interagire dal vivo con croupier e giocatori reali. Sono le nuove frontiere verso cui la realtà virtuale si sta spingendo e che contribuiranno a rendere l’interazione tra essere umano e mondo digitale sempre più realistica.

Basta pensare alle aspettative venutesi a creare attorno al gioco Fallout VR, ancora in fase di sviluppo, ma che promette di essere un vera e propria rivoluzione copernicana nel mondo del gaming.

Vale la pena ricordare che è proprio di un calabrese una delle migliori tesi di laurea degli ultimi anni sulla realtà virtuale. Nel 2014, infatti, il dottor Giuseppe Filippone fu premiato con “Modellazione, Simulazione, Realtà Virtuale e le loro applicazioni”, dimostrando il vivo interesse che rivestono queste ricerche per il futuro, in un campo infinito di applicazioni.