Casa della salute, Trasversale, e alcuni assenti

 Il sindaco di Chiaravalle, Mimmo Donato, e molti altri, stanno occupando l’ex ospedale, troppo speranzosamente detto la Casa della salute; Donato ha iniziato lo sciopero della fame: gesto di forte valenza simbolica e di protesta contro l’indifferenza della politica in genere, e della Regione in genere. Siamo pronti a ogni evenienza.

 Quella dell’ex ospedale è dunque una vicenda parallela alla Trasversale, e va affrontata con la stessa decisione e fermezza. Non è, infatti, una situazione particolare, ma un tassello di un ormai pessimo mosaico.

 Il territorio del Basso Ionio catanzarese (brutta definizione, ma non ne abbiamo un altro) era un tempo abbastanza prospero, con: agricoltura e allevamento prosperi; un diffuso artigianato, e, nei decenni, anche industriale (Mongiana, Razzona, Quarzo… ); commerci; ed, entro certi limiti, turismo. Negli anni 1970-80 si diffuse un devastante terziario che, sulle prime, parve persino benefico, poi causò la fine di ogni attività: contadini e artigiani e commercianti diventarono bidelli, professori, impiegati vari! Oggi gli stipendi non bastano; e intanto gli stipendi sono diventati pensioni.

 Urge tornare all’economia vera, quella che produce qualcosa e la consuma e la vende. Per far ciò occorrono anche delle efficienti strutture, e soprattutto le strade e alcuni servizi, soprattutto sanitari. Per queste ragioni si lavora alle due problematiche più scottanti: la Trasversale e la Casa della salute.

 Si lavora, chi? A dire il vero, è in atto una mobilitazione non di parole, e qualche risultato si è ottenuto, con il tratto che può dirsi almeno Gagliato – Serra. È merito di un’azione forte e dignitosa: e sono queste che mettono paura al sistema e ai politicanti. Hanno partecipato e partecipano in tanti, perciò faccio prima a elencare quelli che NON partecipano:

  • Il sindaco di Soverato, Alecci, che non ha nemmeno mai telefonato;
  • L’opposizione (si fa per dire) di Soverato;
  • Il presidente della Regione, Oliverio;
  • Il vicepresidente della Regione, Viscomi, il quale è di Petrizzi e vive a Pizzo, però se ne frega e di Pizzo e di Petrizzi, e di ogni località intermedia;
  • I consiglieri regionali del centrosinistra: una volta, per pochi minuti, si è affacciato Bova;
  • I consiglieri regionali del centro(destra), mai visti né sentiti nominare;
  • Deputati, senatori e roba del genere;
  • Esponenti di partiti politici, o sedicenti tali;
  • Intellettuali, professoroni, antimafia di mestiere.

 Al loro posto, tantissimi sindaci, e la partecipazione attiva del popolo. Bisogna anche lodare le tv locali e i giornali, che hanno sempre sostenuto le iniziative.

 Torniamo alla sanità. Ai tempi mai troppe volte deprecati della Prima repubblica, gli ospedali si aprivano come funghi. Per restare a noi: Soverato, Chiaravalle, Serra, Soriano, Pizzo: uno ogni 15 km! Piccole strutture (“Presidi ospedalieri”), la loro efficienza era quasi sufficiente o anche meno; ma enorme l’occasione di posti fissi di tutt’altra natura che sanitaria. Seguì, per la crisi, una falcidia, e sopravvive solo Soverato.

 Sopravvive? Ne siete sicuri? Sopravvive, in buona parte, per puro effetto della legge Fornero, perché non vanno ancora in pensione i medici e infermieri: e poi? Già parecchio è in cachessia; e sono stati trasferiti gli uffici. A Soverato, sindaco in testa, tutti muti come una sardina, e non si esprimono nemmeno nella lingua ufficiale, l’inglese.

 Ecco dunque l’urgenza di ripensare tutta l’organizzazione della sanità nel territorio; e l’evidenza che tale riorganizzazione passa attraverso l’efficienza del sistema stradale. La Casa della salute di Chiaravalle è dunque utile e necessaria.

 Anche per questo siamo a fianco di Donato, dei bravi sindaci, e della gente forte e seria del territorio.

Ulderico Nisticò

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