Cavallaro (Cisal): “Regione Calabria, giù le mani dalla libertà sindacale”

“Giù le mani dalla libertà sindacale sul luogo di lavoro”. Tuona il segretario generale della CISAL, Francesco Cavallaro, in una nota stampa relativa alla situazione che ha visto coinvolto, nelle scorse settimane, il dipendente della Regione Calabria, Gianluca Tedesco, la cui unica colpa è stata ed è quella di essere un apprezzato dirigente sindacale che svolge il proprio ruolo senza scendere ad alcun compromesso.

“Ho apprezzato – sottolinea Cavallaro – il modo col quale Gianluca Tedesco ha intrapreso, unitamente ai propri legali di fiducia (gli avvocati Giuseppe Pitaro e Vittorio Ranieri del Foro di Catanzaro), quella che lui stesso ha definito una battaglia all’insegna della legalità. Una battaglia tesa a far capire a tutti i dipendenti regionali che i loro diritti devono essere rispettati senza “se” e senza “ma” da parte dei quadri dirigenziali e soprattutto da parte della Politica verticistica. Quanto accaduto rappresenta un segnale inquietante verso tutto il mondo sindacale e, quindi, principalmente, per i diritti dei lavoratori.

La libertà sindacale, infatti, è costituzionalmente garantita. Gianluca Tedesco è rimasto vittima – spiega Cavallaro – della classica condotta punitiva volta a sanzionare coloro che hanno il coraggio, la voglia e la barra dritta per fare sindacato sui luoghi di lavoro.  Il nostro dirigente sindacale, prima, si è visto legittimamente accordare il suo sacrosanto diritto di mobilità interna (dal dipartimento Programmazione a quello che si occupa di Organizzazione e Risorse umane), salvo poi subire la plateale marcia indietro da parte degli stessi alti funzionari che avevano firmato il precedente nulla osta.

Il pretesto, la motivazione addotta per il decreto di revoca a lui notificato è sconfessata dai precedenti documenti ufficiali sempre a firma degli stessi dirigenti.  Il tutto, guarda caso, dopo la messa in onda della trasmissione “Presa Diretta” nel corso della quale Gianluca Tedesco era intervenuto, quale dirigente sindacale, per dar voce ai dipendenti regionali. Minacciare, provare a mettere a tacere la voce sindacale, è un segnale inquietante soprattutto se proviene dai “palazzi” della Politica che dovrebbe, invece – aggiunge Cavallaro – garantire equità ed equilibrio per tutti e nei confronti di tutti.

Ma la politica troppo spesso autoreferenziale, arrogante e protervia, stia serena: difenderemo a spada tratta la libertà sindacale, Gianluca Tedesco e con lui – conclude il segretario generale della CISAL – i diritti di tutti i lavoratori, un limite che nessuno in democrazia può travalicare, questo è certo”.