Colin Firth, il voto in Germania; Gog e Magog

Colin Firth è un bravo attore inglese, ma solo un attore; è nato in Gran Bretagna; non ha compiuto speciali gesta eroiche a favore dell’Italia, ma sarà cittadino italiano perché ha fatto domanda, e si trova nelle condizioni previste dalla legge: tutto qui. Qualcosa del genere dev’essere successa, per esempio, all’italiano Beniamino Disraeli, israelita di Livorno, che non solo si fece britannico, ma, divenuto primo ministro, nel 1876 incoronò imperatrice delle Indie la regina Vittoria; prima di questo imperiale colpo d’ala, aveva ottenuto una normale cittadinanza dell’UK. Ora l’italiano Colin Firth potrà votare, e, se si dedica alla politica, potrà far carriera e restituire il favore ottocentesco; sebbene io nutra qualche dubbio su eventuale incoronazione della Boldrini.

Ecco un bell’esempio del perché non ci serve una legge sullo ius soli: le leggi ci sono, e se uno straniero soddisfa i requisiti, può diventare italiano come il re Italo in persona. Ma 800.000 in un colpo solo, è purissima follia.
Del resto, non tira un’aria molto favorevole nemmeno in Italia. Il presidente della Campania, uomo del PD, chiede al governo un’azione di forza per allontanare dal centro di Salerno gli ambulanti abusivi. Se a qualcuno viene a mente Soverato, ecco, è uno di buona memoria.
Gli Italiani in genere, tranne una sempre più sparuta pattuglia, si stanno affidando a Minniti, il quale è del PD, però ha mandato le navi a bloccare la Libia. Ma, dite voi, il ministro degli Esteri è Alfano. Alfano? Ahahahahahahahahahahahahahahahah! Alfano, chi?

Le elezioni tedesche sono state una lezione facile facile, anche se amara da digerire per qualcuno. Il partito Alternativa per la Germania (AFD), che ha mandato quasi 100 deputati in parlamento, vince sull’argomento degli stranieri, dopo che la Merkel ne fa fatti allegramente entrare 1.200.000.
Non conosco bene questo movimento tedesco AFD, e prima di esprimere un giudizio più profondo e ragionato e non solo di un’istintiva simpatia e del mio sogghignare da ieri sera sulla legge Fiano, vorrei saperne meglio. Quello che è certo è che Merkel ha subito un duro colpo elettorale (ha vinto nel senso che non ha del tutto perso), mentre quella dei socialdemocratici è una mazzata storica. Vi ricordate il supponente e fanatico Schulz? Ecco, ha la coda tra le gambe.

Fenomeno sociologico interessante è che gli elettori se ne impipano dell’illuminato parere dei dotti e saggi e filosofi e poeti e cantanti e attori e campioni VIP in genere, tutti favorevolissimi all’immigrazione… a casa degli altri: a Capalbio, la spiaggia degli intellettuali di sinistra, “migranti” mai! E già: Cum parole – insegna il Machiavelli – non si governano li Stati; e nemmeno i fenomeni migratori. Pertanto, i suddetti intellettuali ci risparmino i soliti film, dibattiti, prediche, deprecazioni, ingiurie di populismo: non se li fila nessuno.
E non è solamente un fatto di “migranti”, se Roma è diventata un gigantesco accampamento di barboni di tutte le razze, bianca inclusa; e la polizia della Città del Vaticano ne ha cacciati un bel po’ dal Colonnato del Bernini, ora attrattiva non più artistica e turistica ma domiciliare.
Orwell, nel romanzo 1984, immagina un mondo nettamente diviso in zona urbana controllatissima da televisione e polizia, e una vasta periferia quasi abbandonata a se stessa; il Lorenz, l’etologo, usa un paragone crudele: le masse indistinte sono come le cellule cancerogene, cioè indifferenziate e di incontrollata espansione.

Urge un recupero dell’ordine; e non dico il banale e borghese ordine pubblico, dico l’ordine mentale e morale. In questo momento, non c’è nessuno capace di proporlo, né partiti né religioni. Sono più o meno tutti ancora sotto la sbornia dei presunti “diritti della persona”, che tradotto vorrebbe dire ognuno faccia quello che gli gira per la testa, e ogni più bislacca opinione va presa sul serio. Pare che non sia così.
Sono in vena di citazioni. Leggete (per qualche persona a modo, rileggete) Gog e Magog del Pascoli, sulla rivolta degli emarginati, quando il popolo selvaggio, accortosi che il Bicorne suo custode semplicemente non esiste, “sboccò fremendo, e il mondo gli fu pane”. Attenzione: selvaggi, non barbari; non vedo da nessuna parte uno Stilicone, un Ezio, un Alarico, un Teodorico, una Teodolinda… solo un desolante degrado umano.

Ulderico Nisticò