Come cambia la società italiana

E’ difficile pensare, visto la grande disponibilità d’informazione, che oggi non si possa accedere, facilmente, a informazioni di tipo demografico, statistico, sociologico, antropologico, economico e finanziario. Ogni anno sono pubblicati o resi noti, libri, ricerche, rapporti, studi, analisi, da cui è possibile ricavare importanti e qualificate notizie su tutta una serie di fenomeni che caratterizzano l’attuale società. Lo sviluppo delle energie rinnovabili, la mobilità dei popoli, la cura delle malattie, la sicurezza dei cittadini, l’ambiente sono diventati  oggetto di studio e di analisi da parte di istituti di ricerca che impegnano molte studiose donne e molti studiosi uomini. Che la costante lettura dei dati è utile per apprendere, a mo di esempio, che la vita media di un italiano è pari a 80.1 anni per gli uomini e 84.7 per le donne. Che la speranza di vita, per la prima volta e dopo tantissimi anni, è in lieve ribasso. Che la società italiana è investita da nuove forme di criminalità, che hanno sostituito alla coppola il cilindro. Le truffe telematiche sono continue. Che l’iscrizione universitaria è leggermente in calo. Che il trentacinque percento dei cittadini ha un diploma.

Che il tredici per cento degli italiani ha una laurea. Che il titoli di studio aiuta , anche, nel trovare un posto lavoro. Che il numero dei comuni italiani è in calo, si è passato da 8.800 municipi a 7.999. Un calo, dovuto alla spending review, che soprattutto al Nord ha avviato l’accorpamento dei comuni viciniori. Che la popolazione italiana residente è leggermente in calo. Che il quoziente di natalità che definisce il rapporto giovani/vecchi è pari a 161 anziani per ogni 100 bambini. Che i cittadini italiani hanno incominciato a tagliare sull’acquisto di beni di prima necessità, e che la spesa di un nucleo familiare si attestata all’anno su 2.499 euro per una spesa giornaliera pari 6.8 euro. Che stanno diminuendo i ricoveri ospedalieri e che il numero dei fumatori è ritornato ad aumentare. Che per quattro famiglie su dieci la criminalità rimane ancora un problema da risolvere. Che gli Italiani preferiscono spostarsi in automobile. Che sulle strade italiane circolino 37,3 milioni di autovetture. Che gli italiani preferiscono rimanere seduti nella propria macchina che utilizzare gli autobus.

Enrico Vaccaro