Com’è finita Santa Eufemia di Spagna

La Provincia di Catanzaro e la figuraccia internazionale

 È quasi triste infierire ancora sopra qualunque cosa del PD, ma mi tocca raccontare la verità.

 La lettera che vedete proviene da Santa Eufemia de Cordova, un Comune spagnolo.

 Riassunto di cose che senza dubbio ricorderete, avendone io parlato qui e altrove molte volte:

  • Ormai vari anni fa, un mio vecchio amico, trovandosi in Spagna, scoprì che questa Santa Eufemia si vanta fondata, nel XII secolo, da “trentatré cavalieri calabresi” che sconfissero i Mori; e che in quel paesello la tradizione è fortissima, tanto che l’olio, il vino e la squadra di calcio si chiamano “calabresi”; e i paesani sono contentissimi di farsi chiamare “los Calabreses”.
  • Ne scrissi subito e dissi in tv; e lo comunicai, oltre che a privati che qui non c’entrano, a Caligiuri, assessore dell’epoca; non trattandosi di sbirri e di mafia, egli se ne impipò.
  • Teniamo un convegno a Catanzaro nel giugno, mi pare, del 2017;
  • Ci riprovai, anni dopo, con la Provincia di Catanzaro, presidente Enzo Bruno, e con il sindaco di Lamezia, Mascaro, poi uscito di scena per altri motivi.
  • La Provincia di Catanzaro, invece, disse di sì; e giù riunioni, incontri, scambi di note, viaggi a Catanzaro… viaggi e tempo, a spese mie.
  • Decidiamo di invitare una delegazione di spagnoli, e far loro onore, e parte una lettera il 13 settembre 2017; gli Spagnoli rispondono.
  • Intanto, in Spagna, avvengono incontri di amici con la Santa Eufemia iberica: a spese loro;
  • Qui, intanto, si tengono contatti con possibili privati sponsor, per invitare gli amici spagnoli, trovare loro alloggio, cene, intrattenimenti…
  • Il tutto, per dirla in spagnolo, “plumas y palabras, el viento las lleva”: molti sorrisi, molte chiacchiere e nessun fatto; decisioni serie della Provincia, niente;
  • Il sindaco (alcalde) e altri di Santa Eufemia di Spagna aspettano di sapere se e quando venire invitati a Catanzaro: una data; infine, stanchi stufi delusi, il 27 febbraio 2018, mandano una bella letterina. Come è andata a finire, lo leggete.

 L’alcalde, calabrese di Spagna, è stato davvero un gran signore spagnolo, un vero hidalgo, a non calcare la mano. Dice però che non se ne farà nulla, e comunque è in scadenza nel 2019.

 Io no, io sono un rozzo calabrese di Calabria, e non ho le remore dell’hispanidad: e vi dico che la Calabria, e in particolare la Provincia di Catanzaro, sono riuscite a rimediare una squallida figura a livello internazionale.

 La Provincia, forse, non voleva? Ma no, voleva! Enzo Bruno, forse, non voleva? Macché, voleva, e magari vorrebbe ancora… ma alla calabrese di Calabria, cioè con l’eterno rinvio, all’anno prossimo, al giorno di poi. In dialetto, “poi vidimu”.

 Evidentemente, Enzo Bruno, come tutti i politicanti del sistema, non sa decidere, non sa dare ordini e farsi obbedire: come tutti, da quando c’è la Calabria.

 La lettera da mandare agli Spagnoli gliel’avevo scritta io: la doveva solo spedire. Ora finisce che dovevo fare io anche il postino?

 Peccato, per Santa Eufemia di Spagna: dopo settecento anni di venerazione per la Calabria immaginaria, sono andati a sbattere addosso alla Calabria reale, che è esattamente questa che vi sto descrivendo. Per loro, è la fine di un mito. Per me, è la conferma che in Calabria d’Italia non c’è niente da sperare.

 Ecco, infatti, un’altra occasione perduta: poteva essere un motivo per scambi culturali, per turismo, per far vedere al mondo una Calabria senza piagnistei e senza antimafia segue cena e intellettuali depressi.

 Ma quando mai? Cultura in Calabria? Manco sentita nominare! Ecco uno dei moltissimi motivi per i quali la Calabria è l’ultima d’Europa: la classe politica e i passacarte burocrati.

 A proposito, e la Regione? La Regione Calabria, dico? Ahahahahahah!

 Lo sciocchino sono io che, meno male raramente, mi fido di qualche cosa di calabrese. Lo stesso per il Parco delle Serre e il Comune di Borgia e altri. Di questi, però, un’altra volta.

Ulderico Nisticò

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