Concorso a preside 2011: non idonei convocati come testimoni

Mentre gli aspiranti presidi si preparano a sostenere la prova preselettiva del 23 luglio, i docenti inidonei del precedente concorso si preparano a testimoniare al Tribunale di Lamezia Terme, dove il 17 settembre inizierà il processo contro sette presidi calabresi rinviati a giudizio per plagio.

Il concorso del 2011 per il reclutamento di dirigenti scolastici si trova da tempo al centro di una bufera giudiziaria. Fin dall’inizio la selezione nazionale fu bersaglio di forti polemiche, a causa degli “errori” riscontrati nei quiz preselettivi, cui fu affidata una prima scrematura dei candidati. Alla preselezione nazionale seguirono due prove scritte e un esame orale, organizzati e gestiti da commissioni regionali. Il concorso a preside 2011 era stato inizialmente propagandato come una sorta di “fiore all’occhiello” della P.A., una promessa di meritocrazia che avrebbe valorizzato le conoscenze e i titoli, come corsia preferenziale per accedere ai ruoli dirigenziali. Invece, il concorsone si è rivelato un vero e proprio “pasticciaccio” amministrativo, a causa delle molte presunte “irregolarità” lamentate in ogni sua fase: anomalie nel bando, fughe di notizie, errori nei quiz preselettivi, inadempienze, buste trasparenti, collegi imperfetti, incompatibilità nella composizione delle commissioni. Con il risultato che la vicenda concorsuale in molte regioni è finita nelle aule dei tribunali amministrativi. Sconcertante la mappa dei pronunciamenti giurisdizionali che hanno riconosciuto fondate le argomentazioni dei ricorrenti, con conseguenti sospensioni e annullamenti, gettando inevitabilmente nel caos il mondo della scuola.

Al sud non sono mancati i risvolti penali. In Basilicata, i militari dell’Arma hanno sequestrato le prove scritte del concorsone, a seguito della denuncia di un candidato escluso, il quale, dopo aver letto gli elaborati degli ammessi alle prove orali, si è presentato al comando dei Carabinieri, manifestando il sospetto che qualcuno degli idonei, nonché dei presidi già immessi in ruolo, fosse stato favorito oltremisura.

In Sicilia, fu aperta un’inchiesta su presunte raccomandazioni e assunzioni clientelari di “un concorso farsa che ha fatto fuori i meritevoli per fare accedere al ruolo di dirigente persone segnalate”, come hanno denunciato sui giornali alcuni candidati esclusi, “stufi di subire le angherie dei soliti noti”.
Bufera anche in Campania, con rinvii a giudizio eccellenti. Dalle intercettazioni telefoniche emerse finanche che qualche personaggio avrebbe chiesto la somma di 100mila euro per assicurare ad alcuni suoi discenti il superamento di tutte le prove del concorso per dirigente scolastico.

In Calabria, l’ultima selezione per il reclutamento di dirigenti scolastici, fu affidata ad una commissione presieduta dal professor Antonio Viscomi, attualmente parlamentare. Ma nel 2012 alcuni candidati inidonei denunciare pubblicamente taluni aspetti poco chiari concorso. Dopo i numerosi ricorsi amministrativi, che si espressero a favore della regolarità del concorso, la battaglia dei “non idonei” andò avanti in sede penale, contestualmente alle numerose richieste di visionare degli concorsuali presso l’Usr. Il nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza di Catanzaro avviò delle indagini, acquisendo in atti notizie, informazioni e fatti rilevanti. L’anno scorso, una delegazione di docenti chiese udienza persino al procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, per esprimere la propria indignazione su una vicenda denunciata in molti suoi aspetti. “In Calabria- hanno detto gli inidonei- i concorsi truccati sono una piaga sanguinolenta che rischia di incancrenirsi sempre di più”.

“Dagli accessi agli atti – scrive il comitato Non idonei in una nota- sono emerse circostanze inquietanti: un verbale n°1 e 1bis di contenuto diverso, compiti di vincitori di concorso che risultano, in alcune parti, uguali tra loro riportando, oltretutto, parti identiche al contenuto di un e-book che all’epoca degli scritti era consultabile solo tramite internet, ma non stampabile, perché protetto. E poi, nei compiti originali, abbiamo riscontrato parti scritte a matite, scritte al contrario, persino un nastro adesivo lungo le due facciate della prima pagine”.

Antonella Mongiardo

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