Diciottomila posti letto

 Sento in tv che Isola Capo Rizzuto, con la sua località balneare Castelle, conta diciottomila, e dico 18.000 posti letto. Soverato ne annovera, ufficialmente, meno di quattrocento, e dico 400, ma un albergo è di fatto chiuso, e un altro s’è cercato il posto fisso. Tolti questi, aggiungiamo, per Soverato, qualche B&B, e torniamo, di fatto, a i detti 400. Sta un po’ meglio Montepaone con i dintorni, che pare ne conti 1.500. Sono comunque bruscolini.

 La colpa storica fu aver “permesso”, diciamo così, che a Soverato si costruissero casamenti e cooperative, spacciando la cosa per un’esigenza sociale che non c’era minimamente. Il piccolo territorio soveratese è stato così consumato per farne dormitori, con devastanti conseguenze sociologiche; e niente alberghi. A Davoli Marina non hanno lasciato manco una piazza, pur di costruire alla peggio. Satriano si fece una “zona industriale”, cioè mucchi di capannoni, dove doveva sviluppare il turismo. Montepaone è un mucchio di case assiepate. Insomma, il nostro territorio è la negazione dell’urbanistica.

 Tutti questi casamenti sono stati eretti o per starci, e moltissimi ormai sono vuoti per via dello spopolamento; o, soprattutto, “pemmu l’affittamu a li bagnanti”, ovviamente in nero, in buio come la notte; e in spregio non solo del fisco, ma dell’ordine pubblico. Già, e se oggi arriva uno dell’ISIS e si fa chiamare Rossi Mario senza esibire documenti? Oppure è un agente israeliano che lo insegue? E se tutti e due si portano gli attrezzi del mestiere e saltiamo in aria? Poi lo scemo del villaggio la chiamerà “cultura dell’accoglienza” come in Svezia!

 La balneazione d’appartamento abusivo ha danneggiato il turismo vero: è una regola ben nota a tutti, tranne che a Soverato, che il turismo cattivo scaccia quello buono. E ormai da anni sono ben rari i casi di fitto per un mese. Si aggiunta la vera mania indigena di “quanta gente sul Lungomare”, ignorandosi che più gente c’è sul Lungomare meno ce n’è nei locali, e sul Lungomare si consumano solo le mattonelle, oggi il brutto cemento!

 Ora è tardi, e nessuno può pensare di costruire alberghi a Soverato, o Davoli o dintorni, essendo il suolo del tutto occupato. Ci sarebbe un rimedio, come vado ripetendo, ed è utilizzare, meglio costringere a utilizzare gli appartamenti, ma in bianco, in bianchissimo; e solo attraverso agenzie. Farla dunque finita con l’abusivismo.

 Quando un mesetto fa ho scritto la stessa cosa, due, e dico 02 agenzie soveratesi mi dissero che l’idea era ottima e che ne volevano parlare con me. Una mi fissò anche un appuntamento ad horas, di fronte a un caffè. Il caffè è rimasto come la pizza di chi so io… Evidentemente il telefono di queste agenzie è come quello del sindaco di Soverato quando mi sussurrò “professore, vi chiamo lunedì mattina”: funzionano ad intermittenza, questi telefoni.

 Fu così che io, quando ho saputo che Isola Capo Rizzuto conta diciottomila, e dico 18.000 posti letto, e  Soverato ne annovera, ufficialmente, meno di quattrocento, e dico 400, non mi sono fatto meraviglia. A Soverato, palesemente, sta bene così: appartamenti all’oscuro, passeggiate sul Lungomare, quindici giorni di chiasso e campare di rendita gli altri quindici giorni e undici mesi.

 La verità sociologica è che a determinare le scelte sono gli affittanti in buio e i gestori di lidi arrangiati, che non hanno alcun interesse a un turismo di qualità, non essendo capaci di gestirlo se ci fosse; anzi hanno consapevole interesse al contrario, al degrado. E votano.

Ulderico Nisticò