Due Sicilie: la storia delle Ferriere di Mongiana in un convegno di studi

Alla storia dello stabilimento siderurgico di Mongiana sarà dedicato un Convegno di studi che si svolgerà il 19 e 20 maggio 2018 al MuFar (Museo fabbrica d’Armi Reali Ferriere Borboniche) di Mongiana (Vibo Valentia) per iniziativa del Comune, della Delegazione di Calabria del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, dell’Associazione Due Sicilie di Gioiosa Ionica e dell’Osservatorio Due Sicilie, con la collaborazione della Fondazione Il Giglio.

La storia delle “Reali Ferriere ed Officine di Mongiana” è antichissima, risale all’attività di fonderie fenicie delle quali restano testimonianze nel territorio tra Stilo e Serra San Bruno e si intreccia con la storia del Sud.

Nel 1094 Ruggero il Normanno firmò a San Brunone, fondatore dell’Ordine dei Certosini, la concessione per lo sfruttamento delle miniere di ferro e dei forni fusori del circondario di Stilo e Arena. Un’attività di estrazione e fusione proseguita ininterrottamente nelle Calabrie fino alla fondazione dello stabilimento, la cui data di fondazione è più incerta, a causa dell’opera di distruzione della memoria storica avvenuta con l’unificazione. La progettazione viene collocata nel 1768, nel Regno di Ferdinando IV di Borbone.

Polo industriale e militare, Mongiana conosce uno straordinario sviluppo e nel 1850 viene ampliato e rimodernato fino ad un’estensione di 16 mila metri quadrati coperti, con tre altoforni. Nel 1860 contava 1000 operai (oltre 2 mila occupati con l’indotto), integrandosi con le Officine di Pietrarsa (Napoli) nel polo siderurgico delle Due Sicilie. Nello stesso periodo l’ANSALDO di Genova contava meno di 500 operai.

Nello stabilimento calabrese si produceva ghisa di ottima qualità, armi, tra le quali il famoso fucile Mongiana e semilavorati, compresi quelli per il ponte sul Garigliano e per le rotaie della ferrovia Napoli–Portici.

Un museo multimediale sulle Reali Ferriere ed Officine di Mongiana è stato inaugurato nel 2013. Al convegno sono previste relazioni del Prof. Danilo Franco, studioso di archeologia industriale, della prof.ssa Carmela Maria Spadaro (Università Federico II), del Prof. Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico. Sabato 19 maggio, al termine dei lavori, si svolgerà un concerto di Povia.

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