Elenco incompleto delle bufale in Calabria

È sterminato l’elenco delle bufale calabresi. Premessa metodologica: cosa sono le bufale? Sono qualche briciolo di mezza verità su cui si costruiscono fantasie dotte, e ragionamenti che, agli sprovveduti, paiono quasi convincenti. Come le mozzarelle di latte bufalino, quelle vere, ma con un 70% di latte di comune vacca; però non se ne accorge nessuno, se non è un palato sopraffino. Così in Calabria se ne raccontano, e da secoli, le più grossolane fandonie; ma si raccontano così carine che della loro natura di fandonia si accorge solo chi è dotato di una formazione di filologo e storiografo, cioè lo 0,1% dei dotti, e figuratevi gli altri.

Ecco dunque un elenco parziale [aiutatemi ad ampliarlo] di notizie che, in qualche modo, si leggono su libri anche antichi, e sui giornali, o circolano, o persino sono oggetto di convegni, e anche giro di soldi:

– La Calabria è l’Atlantide;
– La Calabria è quella che gli antichi chiamarono Isole Fortunate;
– Calabria vuol dire abbondanza di beni (ignorando che il nome arriva solo verso il secolo VIII d.C.);
– In Calabria è nato san Gennaro;
– In Calabria sono nati tantissimi personaggi di età bizantina presentati come siciliani, tra cui s. Leoluca;
– In Calabria abitavano i Pelasgi;
– Ulisse è sbarcato a Gizzeria circa;
– I Feaci abitavano a Tiriolo;
– Ulisse è sbarcato a Copanello;
– Ulisse è ripartito da Catanzaro Lido;
– Ulisse ha fondato Scillezio;
– Ulisse è sbarcato a Crotone;
– Ulisse è sbarcato a Nardodipace;
– Omero era di Reggio;
– Gli Etruschi stavano a Miglierina di Lamezia;
– Caulonia era una satrapia persiana;
– Dante Alighieri è stato a Cerenzia, dove ci sono Inferno, Purgatorio e Paradiso;
– Cristoforo Colombo era calabresizzato;
– Fratel Cosimo parla settimanalmente con la Madonna;
– Innumerevoli sono le altre apparizioni, compresa quella sull’ulivo di Sant’Onofrio;
– Sono di fondazione apostolica le Diocesi di Reggio, S. Marco, Crotone…
– Nove papi furono calabresi: tutti, ovviamente, di secoli remotissimi;
– Tantissimi degni personaggi sono chiamati “beati” o persino “santi” senza una minima procedura ecclesiastica: esempio soveratese, lo Zumpano;
– Policastro è Petilia fondata da Filottete;
– Castelvetere è Caulonia;
– San Nicola è Crissa;
– Petramala è Cleto;
– Con Alarico venne sepolto un immenso tesoro (qualcuno è pure preciso: trenta tonnellate!), e non vedono l’ora di metterci sopra le mani;
– Infinito è in Calabria il numero di sedi e castelli e bar dei Templari: Montauro, Gerace, Monasterace, Umbriatico, Templari Federiciani, Templari sfusi…
– Eccetera!

Ognuna di queste bufale ha un momento di successo, spesso anche di pubblico finanziamento, passa sui giornali, applausi, poi viene dimenticata da altre bufale: infatti, ognuna è come un alberello senza radici, e al primo vento viene spazzata via. A Tiriolo hanno eretto un monumento a Ulisse, e la pioggia lo ha ormai dilavato. Le apparizioni fasulle attirano curiosi, poi spariscono.

Attenti qui: gli spacciatori di bufale non sono ignorano, ma si ignorano a vicenda. Quelli che credono a Ulisse a Tiriolo, non sanno che c’è anche Ulisse a Copanello… senza dire di Ulisse a Gaeta, Malta, Corfù, l’America, l’Indonesia, l’Inghilterra… Ignorano, e ognuno di loro crede di aver scoperto lui la novità. Eh, il mio Vico: “L’uomo, quando si rovesci nell’ignoranza, fa egli sé regola dell’universo”, e si convince che ciò che sa “sia antico quanto il mondo”. Vico, cari colleghi, non è una strada stretta o una casella disprezzata del Monopoli.
Quanto alla storia vera, essa è, in Calabria, generalmente sconosciuta, tranne queste bufale, bufale sì, ma dotte:

– Qui fu la Magna Grecia: non azzardatevi a chiedere un solo nome a parte Pitagora; un fatto; un luogo definito…
– Vennero i Basiliani, seicento anni di tutti e solo monaci, senza manco un cane da guardia: solo frati!
– È stato fucilato Murat: se per politica o per divieto di sosta, è un particolare che non commuove nessuno, tanto manco sanno chi fu; i più informati, “cognato di Napoleone”.

Filosofia? Campanella congiurò contro gli Spagnoli. Letteratura? Leonida Repaci scrisse una cosa in prosa dozzinale e nel complesso bruttissima, che tutti ripetono con estasi manco fosse un’ode di Orazio. A proposito, ho beccato un tizio il quale credeva che Leonida fosse una donna! Arte? Mattia Preti, per sentito dire.
Ma Ulisse, di Ulisse tutti sanno tutto, senza essere in grado di leggere una sola parola di greco! Pazienza, la mia Calabria è fatta così.

Ulderico Nisticò