Europa e ultimi migranti ed elezioni europee

È vero che l’Europa di unito non ha nulla; e che la sua politica estera è in mano a gente come Abromopulos e la Mogherini (e ho detto tutto), ma nemmeno questi incapaci sarebbero tanto incapaci da non riuscire a collocare una cinquantina di persone. È palese che l’Europa non vuole, vuole il contrario, vuole lanciare al mondo un segnale politico: in Europa non si sbarca più.

Lo vogliono i sovranisti, ovvio, e, da sovranisti, non lo fanno per ragioni economiche o di ordine pubblico, secondarie e affrontabili; ma proprio per ragioni morali e culturali. Le Nazioni orientali hanno combattuto nei secoli per mantenere la loro identità, che, soprattutto in Polonia e Ungheria, è un’identità cattolica; e non hanno nessuna intenzione di diventare musulmani o qualsiasi altra cosa.

Qualsiasi altra cosa: la favoletta che girando, per cui esisterebbe una religione universale, è palesemente roba per atei, cioè o liberali illuministi o marxisti, comunque per qualche sparuto e magro intellettuale di mestiere destinato all’Inferno, Città di Dite, canto X di Dante. Il popolo vuole Natale, l’Epifania, Pasqua, la Madonna, il Santo locale… E se ne frega se Gesù nacque l’anno 0 o l’anno -7: al popolo importa che nacque!

L’Europa ha subito, prima con entusiasmo poi sempre con maggiore fatica, un’immigrazione di massa, accolta con la massima incoscienza. Gli immigrati, in una piccola percentuale, si sono integrati: il sindaco di Londra è pakistano; in Italia c’è un distinto signore di origine nigeriana che ha aperto un’avviata azienda, ed è anche senatore della Lega; la Germania, furbescamente, ha preso ingegneri siriani… Ma la Francia, a parte calciatori, ha riempito le banlieue di disadattati e potenzialmente pericoli. In Italia, gli immigrati, a parte pochissimi, o sono schiavizzati dai caporali e dalle mafie tipo Gioia Tauro; o campano a stenti; o delinquono; o si fanno mantenere.

Ma fuggono dalla guerra? Ragazzi, l’ultima guerra seria in Tunisia fu la Terza guerra punica, finita nel 146 a.C.
E tutti ci domandiamo dove le ong trovino i soldi per mantenere le navi.
Né dimentichiamo le raffiche di scandali a carico dei buonisti di mestiere.
Si aggiungono poi ragioni pratiche ben note.

Oggi nemmeno i più parolai immigrazionisti – dico Macron, la Merkel – vogliono ancora immigrazione; ed è nella pubblica opinione che non abbiamo risolto affatto i problemi dell’Africa, e abbiamo creato gravi problemi all’Europa.
La prova? I provvedimenti contro l’immigrazione in Italia non li ha iniziati Salvini della Lega, li ha iniziati Minniti del PD: ha pagato con la vita politica, ma è stato lui per primo a chiudere di fatto i porti italiani. Macron sbarra le frontiere; la Germania non manda uno scassatissimo aereo ad aiutare una ong germanica.

Oggi due navi… ma il ministro maltese, senza ipocrisie ha detto chiaro che se sbarcano 50, poi bisogna farne sbarcare 500 e 5.000 e 50.000 e 500.000 etc.: ed è esattamente quello che gli immigrazionisti stanno tentato di imporre con il ricatto morale. Con nessuna fortuna, si vede.
Quanto all’immigrazione, una cosa è solare: il problema non è solo italiano, come ci hanno costretto a fare per anni; è di tutta Europa.

Se esistesse un’Europa seria, con volontà politica e non in mano a grigi burocrati e belle statuine, agirebbe in Africa. Come?

– Utilizzandone bene le risorse, che, a cercarle, esistono. C’è una netta differenza tra utilizzazione e sfruttamento, ovvio. Bisogna perciò porre fine alla rapace politica francese nelle ex colonie e altrove: l’Italia di Conte ha già messo fuori la Francia dalla questione libica. Bene.
– Insegnando agli Africani a lavorare e il lavoro intelligente. E, con esso, l’ordine morale e familiare.

Dobbiamo aprire questa tematica, e subito: a maggio si vota per il parlamento europeo. Tematica, non retorica a piede libero; non piagnistei o cattivismi. La questione è seria e grave; e su tale problema l’Europa si gioca la sua stessa sopravvivenza. L’unità politica di qualsiasi entità storica iniziò solo quando questa fece una politica estera e militare: due cose che questa Europa non sa manco che siano; e non solo sull’immigrazione.

Ulderico Nisticò

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