I migranti alla scoperta delle tradizioni Catarisane

Sempre più, i nostri paesi accolgono persone proveniente da luoghi diversi. Con gusti, tradizioni e modi di vivere differenti. Accoglienza certo, ma anche integrazione e scambio culturale. Questo quanto sta avvenendo nelle strutture di Santa Caterina dello Ionio, che ospitano decine di migranti. Grazie alla professionalità e alla passione messa a disposizione dagli operatori, gli ospiti si sono impegnati, nelle ultime settimane, nella partecipazione ai riti della Pasqua. Segno della voglia di integrarsi con la comunità che li ha accolti. I migranti hanno partecipato alla tradizionale “Cunfrunta” e anche questa è una testimonianza tangibile della voglia di conoscere le nostre tradizioni, se si considera che la maggior parte di loro è di fede musulmana. Grazie alle tradizioni i migranti hanno potuto scoprire parte della nostra cultura religiosa e spinti dalla fede hanno potuto partecipare attivamente alle funzioni religiose indossando gli abiti di confratelli. Così, il giorno di Pasqua, emozionati e felici hanno vissuto la “Cunfrunta”, tradizione molto sentita nel paese di Santa Caterina e in quelli limitrofi, sentendosi parte viva della comunità che li ha accolti. Rispetto reciproco delle tradizioni dunque, come primo passo verso un integrazione. Non solo. Molti degli ospiti delle struttura di Santa Caterina dello Ionio si sono messi a disposizione per dare una mano a tenere pulito il paese. Un segnale forte che indica la volontà di divenire parte integrante della comunità.

L’integrazione, dunque, è intesa come un processo impegnativo e di lunga durata, con molteplici componenti e fattori, che mira a stabilire tra tutti i membri di una società, migranti inclusi, relazioni su base di uguaglianza, di reciprocità e di responsabilità. Quindi l’integrazione è innanzitutto una questione di relazioni tra persone di diverse appartenenze e identità che condividono lo stesso spazio fisico, sociale e anche religioso. Ormai da qualche anno Santa Caterina è impegnata nell’accoglienza, ed ogni giorno cresce grazie alla spinta dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Dott. Leto, che offre l’opportunità di portare avanti progetti d’integrazione culturale e sociale, grazie alla gente del posto che dell’accoglienza ha saputo far proprio un modo di vivere dimostrandolo nel quotidiano e grazie alla Cooperativa Sociale Prometeo che, con i suoi operatori, funge sempre più da anello di congiunzione tra realtà differenti, imparando, giorno dopo giorno, con umiltà e passione, e raccogliendo il frutto più bello di questo percorso proprio domenica di Pasqua, quando i ragazzi ospiti presso la propria struttura, spiritualmente e fisicamente si sono sentiti parte viva della comunità.