I misteri della Trasversale

trasversaleserre3Che una tratta Gagliato – Argusto sia completa di piloni, fondo, asfalto eccetera, e persino cartelli, ma resti chiusa con giganteschi blocchi di cemento, ciò è senza dubbio un enorme mistero. Pitaro e Sgro annunziano che sarebbe un inghippo procedurale tra l’ANAS e una ditta fallita, “credat Iudaeus Apella, non ego”, riderebbe Orazio. Io non ci credo, e penso in cuor mio ci sia qualcosa di assai più grosso della carta bollata.
E non è forse un mistero che l’ANAS incappi sempre in ditte che poi falliscono? Una volta, e passi, ma se è vizio… Non dovrebbero, le ditte, fornire garanzie di solidità, per partecipare a gare d’appalto?
E poi, cosa c’entra l’eventuale contenzioso amministrativo con l’agibilità della strada? Mistero.
Qualcosa di grosso? I conigli consiglierebbero le carote. Dite voi, che vuol dire questa frase misteriosa, professore? Boh, rispondo io, è un mistero.
Ancora mistero che l’ANAS continui a promettere aperture a settembre, conclusione lavori a giugno… e questo almeno dal 1994. Ricordate la presenza a Chiaravalle del Megadirettoregalattico, qualche mese fa!
Ci sono misteri più antichi. Nel 1985 fecero un chilometro e rotti verso il Cucco… E che c’entrava, il Cucco? Niente, ma tra i misteri dal 1968 a oggi c’è anche che molto spesso i capricci del sindaco X o del politicante Y hanno fatto cambiare i progetti.
E veniamo al mistero buffo: l’ignobile svincolo di Argusto. Argusto è un ridente paese di circa 300 (trecento) anime, quasi tutti sono anzianotti, pochi fanno uso di automobile. Ebbene, dispone di uno svincolo a ovest, al confine con Chiaravalle zona AGIP; e, governo D’Alema e sottosegretario Soriero e sindaco Bertucci, si dotò di un gigantesco altro svincolo, che chiamiamo sud. Il motivo di questo svincolo non è, e ne sono fermamente convinto, un qualche losco scopo; è peggio, è mille volte peggio, è lo svincolo della più bambinesca, della più paesanotta, della più calabrese vanagloria: tipo i morti di fame che però hanno tutti, ma proprio tutti un nonno barone. Mistero che Argusto abbia chiesto, e l’ANAS abbia concesso. Soriero sottosegretario, governo D’Alema: miliardi delle quondam lire sperperati al vento per giocare allo sviluppo avviato.
Ed ecco il mistero che è padre di tutti i misteri. Ogni essere vivente tra Soverato e Vibo sa benissimo queste e tante altre cose parimenti ridicole e arcane; e nessuno, escluso chi scrive, cioè Ulderico Nisticò, dice mai una parola, mai una protesta, un cenno… Niente, della Trasversale non importa a nessuno.
Come mai? Ahimè, la ragione è ovvia. Se il territorio fosse industriale, agricolo, artigianale, turistico, minerario eccetera, cioè vivesse di una cosa qualsiasi di quelle che si chiamano produzione e lavoro, allora la strada sarebbe sentita come utile e necessaria. Un territorio che ormai da tre decenni è degradato a impiegatizio e assistito, non sa che farsene di una strada: per scendere a mare, minuto più o minuto meno…
L’ANAS e i politicanti questo lo hanno capito benissimo; e perciò fanno le strade con ditte fallite, e le lasciano chiuse, e, secondo Pitaro e Sgro, rimandate a settembre come gli studenti poco meritevoli.
A proposito, è un mistero anche che si siano dichiarati felici, Sgro e Pitaro. Contenti loro…

Ulderico Nisticò

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