Il caso di Latina e quello di Oppido

Un matto… ma è un carabiniere, spara alla moglie e uccide le due figlie. Non ci sono parole per esprimere il dolore: no, l’ira!
L’ira, sì; e ce ne sono serissimi motivi:

– la moglie aveva denunziato violenze e minacce, sia alla polizia sia allo stesso ufficiale comandante diretto del marito;
– il carabiniere era ancora in servizio, e armato.

Cominciamo da qui. È abbastanza improbabile che una persona qualsiasi divenga pluriassassino, assassino della propria famiglia, il tutto all’improvviso, senza aver dato prima segni di stranezza, di rabbia, di eccessiva introversione, malinconia, escandescenze… insomma, tutto ciò che, in termini volgari, si chiama pazzia. Lo sparatore di Macerata, certo una personcina non normale, aveva una pistola “per uso sportivo”. Questo di Latina, è un carabiniere, cioè un uomo che dovrebbe avere il massimo autocontrollo. Nessuno si è accorto che era strano? Gli hanno lasciato una pistola? Certo, era “innocente fino a sentenza definitiva”, ma sapete quanto me ne impipa, di questa frasetta da film americani, di fronte a due bambine uccise?

Una donna di Oppido uccide il marito violento: nessuno era intervenuto, prima del morto? Nessuno, né legale né altro?
Insomma, secondo la più ridicola concezione dello “Stato di diritto”, bisogna aspettare il delitto, prima di agire!

E invece non stiamo parlando di “diritti individuali”, ma dei diritti della comunità, che devono prevalere, mi pare ovvio, su quelli del singolo… o sui capricci del singolo. Non stiamo parlando di reati, che sono sottoposti ai famigerati tre gradi di giudizio, ma di banalissime misure di ordine pubblico; e mica posso aspettare anni di rinvii e cause, per togliere la pistola a un evidente matto. Non stiamo parlando di repressione di reato già commesso, ma di prevenzione perché non avvenga.
Per la stessa logica, se una donna denunzia minacce, e se queste denunzie sono credibili, non possiamo prendercela comoda fino alla Cassazione e al TAR del Lazio e a Strasburgo: il violento (diciamo il, ma è evidente che ci sono tante donne non di meno!) dev’essere tenuto sotto strettissima sorveglianza, si deve sentire sul collo il fiato della legge, dev’essere adeguatamente intimidito, spaventato. Il violento, o violenta, sono persone psicologicamente instabili, e con gente del genere non si “ragiona”, si esercita ogni pressione.

Per convincervi meglio, amici lettori, faccio un esempio che nulla ha a che vedere con il “femminicidio” e la famiglia e il sesso in genere. Poniamo che il signor Rossi sia perseguitato da un nemico o da un pazzoide; e, da bravo cittadino, avverta chi di dovere. E chi di dovere, leggi alla mano, aspetti che Rossi venga picchiato o ucciso: secondo lo “Stato di diritto” avrebbe ragione; secondo me, è la peggiore stupidità, quella intellettuale. E il signor Rossi ha mille motivi per non essere d’accordo!
Bisogna muoversi prima. I pazzi e violenti e gelosi ci saranno sempre, ma almeno non andranno in giro con armi “legalmente detenute”.

Ulderico Nisticò

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