Il nonno barone del vecchio sistema

In tutti i paesini calabresi c’è ancora qualche morto di fame con nonno barone (o sedicente), il quale campa di stenti, però è convinto di essere nobile (più esattamente, nobbbbbbbile), e perciò di avere diritto niente di meno che di essere salutato quando passa per strada. Urka!

Figure ancora più patetiche, le versioni femminili: le vecchie zie rimaste illibate in attesa che arrivasse il principe azzurro ricco e almeno marchese, degno di un fantasma mentale detto “papà”, con evidente complesso di Elettra, e ricco di ogni virtù e di ogni vizio, tranne che di soldi. Le loro cugine furbe invece sposarono il carabiniere o maestro di stirpe plebea, però muniti di stipendio fisso!

Così è successo ieri, 14 ottobre, alla signora Merkel e ai suoi amici socialdemocratici, usciti legnati a sangue dalle elezioni in Baviera; il che va ad aggiungersi alla Brexit, alle elezioni in Austria, e a quelle italiane del 4 marzo e seguenti; e alle crisi continue di Macron.

Se il sistema fosse furbo come le cugine di cui sopra, prenderebbe atto che le cose gli vanno male, e non per cattiveria del Fato, ma perché sta sbagliando tutto. Quando leggo che la benzina, al servito, va a 2.014 €, come dire 4.000 lire, avete voglia di farmi sentire gli sproloqui di Prodi, Monti, Draghi e roba simile: io, come automobilista, mi convinco di essere stato finora in mano a dei pazzi e ciuchi, seriamente convinti che per far quadrare la finanza bisogna ammazzare l’economia; perché così sta scritto a pagina 666 di qualche librone che hanno imparato a memoria senza capirci niente: e presero 30 e lode da uno più ciuco di loro.

Quando mi guardo intorno e vedo tecnologia che mezzo secolo fa c’era stento nei film a cartoni animati, e con tutto questo ci sono cinque milioni di poveri assoluti in Italia, e la Calabria è la terzultima d’Europa, giungo alla conclusione che sono stato in mano a degli analfabeti e pazzi pericolosissimi per sé e per gli altri; e, per quanto riguarda la Calabria, ai seguenti incapaci (politicamente parlando, ovvio): A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra); e mai mi verrebbe a mente di votare per A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra), o loro eredi ed estimatori.

Infatti, tutte le elezioni dimostrano che la gente se ne frega del Corriere e di Repubblica e di Gad Lerner e intellettualoni in genere, e vota contro il sistema e contro suo nonno il barone. E vota liberamente, in piena democrazia! Lo so che qualche scemo di scrittore tenterà di spiegare il voto con i condizionamenti della mafia e camorra, ma non ho mai sentito dire che ci sia qualcosa di simile a Monaco di Baviera! E nemmeno a Soverato; al più, in qualche sperdutissimo paesino.

Se io fossi al posto del sistema (Dio me ne liberi!), mi fermerei un attimo a studiare il perché, invece di cavarmela con ingiurie generiche a destra e manca, e con nostalgie di quanto era bello il nonno barone Prodi e Monti, e la bisnonna Fornero.

Ma anche gli antisistema, che stanno stravincendo, dovrebbero meditare un pochino. Mica basta essere contro, se non si è a favore di qualcosa di chiaro. Attenti alla netta differenza tra sommossa e rivoluzione: la prima è facile, grida, spacca e dura poco; la rivoluzione propone e impone un modello alternativo di lunga e sicura durata. Ancora non lo vedo, a dire il vero.
Manca infatti un pensiero che analizzi il mondo moderno e trovi le soluzioni diverse sì da quelle della Merkel, però che risolva i problemi della produzione e della distribuzione.

Ulderico Nisticò

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