Inutilità degli intellettuali

Quasi tutti i testi scolastici di letteratura, storia e filosofia e umanesimo in genere, se non tutti, sono orientati a sinistra (lo dico nella maniera più vaga); e quasi tutti i prof che, in privato, significano essere di destra (lo dico nella maniera più vaga), leggono quei testi, e si adeguano.
Quasi tutti i giornali sono orientati a sinistra (lo dico nella maniera più vaga); e quei pochi che sono orientati a destra (lo dico nella maniera più vaga), sono illeggibili, o li leggono solo i già convinti.

La tv, anche quella berlusconiana, è improntata a buonismo e politicamente corretto, quindi più o meno a sinistra (lo dico nella maniera più vaga).
Tutti gli intellettuali, cuochi in testa, si sono esplicitamente schierati contro il Governo attuale, e in specie contro la Lega.
Insomma, si è realizzato il progetto gramsciano: conquistare culturalmente la mentalità, per poi conquistare anche il potere politico.

Fine dell’articolo. Poi mi ricordo dei risultati elettorali del 4 marzo scorso, seguiti da quelli di tre regioni e di un nugolo di città, risultati che sono stati chiarissimamente a favore di tutto quello a cui si oppongono i libri di testo, i film, le tv, gli intellettuali eccetera. Gli elettori, che sono normalissimi cittadini italiani, usciti dalle scuole italiane, e che vedono tv e film italiani, hanno stravotato 5 stelle e Lega, clamorosamente bocciando il PD, e quasi annientando i vari LeU e Bonino eccetera.

Si deduce agevolmente che non servono a nulla, anzi fanno danno gli intellettuali, i buonisti, i libri di testo, le tv, i romanzi eccetera; o, più esattamente, la gente a parole ripete le frasi fatte degli intellettuali, ma poi vota con il suo cervello, e vota dove pare a ciascuno; e se ne frega che il famoso cuoco (detto, con spocchia, chef) abbia firmato il famoso appello sopra la famosa rivista “Boh”.
Le cause del fallimento del suddetto piano di Gramsci sono due:

– I ragionamenti degli intellettuali di sinistra (lo dico nella maniera più vaga) sono così sottili e arzigogolati che manco loro ci credono. Esempio: come si fa a sostenere che Salvini è cattivo perché respinge, e invece Macron, che respinge peggio, è buono e carezzevole?
– La sinistra (lo dico nella maniera più vaga) va in cerca di casi straordinari, e si è completamente dimenticata dei problemi reali. Non nego che anche un accordo di convivenza sia un piccolo problema da regolare con legge; ma cinque milioni di Italiani in povertà assoluta sono un problema infinitamente più serio, più tragico: e invece non gliene importa a nessun cuoco, cantante, gazzettiere; e nemmeno ai politici del PD e annessi.

Se io fossi al posto della sinistra (lo dico nella maniera più vaga), lascerei perdere le manifestazioni folcloristiche e le “contromisure si limitavano all’invettiva”, e i precongressi e congressi litigiosi come le vecchiette del vicolo (in calabrese, “ruga”, dove l’unico argomento è “colpa tua e mai mia”), e farei un’analisi sociologica della realtà italiana, cominciando con la prima domanda: com’è che i ragazzi studiano sopra testi di sinistra (lo dico nella maniera più vaga), e poi votano da tutt’altra parte? e com’è che i votano i lavoratori? Posso suggerire loro un testo difficile, però importante: Il capitale di Carlo Marx.

Compiuta questa analisi, io, al posto della sinistra, licenzierei i cuochi, i cantanti, i predicatori, i romanzieri; e tornerei a fare politica. Se no,continui pure, la sinistra (lo dico nella maniera più vaga) a suonare come l’orchestra del Titanic.

Ulderico Nisticò

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One thought on “Inutilità degli intellettuali

  1. giuseppe degennaro
    09/07/2018 at 22:00

    Piu` chiaro di cosi` si muore.