La Calabria del futuro nelle parole di Luciano Monti

Nell’intervento di apertura del Presidente Sina Pugliese Montebello, il venerdì della Libera  Università Popolare della Terza Età e del Tempo Libero si fregia del nome di Luciano Monti, Professore di Politica Economica Europea all’Università LUISS di Roma. Un comasco sceso fino alla punta dello stivale perché rapito dalla bellezza delle coste andreolesi.

All’Istituto “A. Calabretta” di Soverato, introdotto dal banchiere Gerardo Frustaci -“suo compagno di whisky e sigaro nelle calde notti estive”- Monti descrive in maniera efficace l’Europa del 2030, inserendo l’incontro all’interno di un tour calabrese che ha coinvolto la maggior parte delle scuole e delle associazioni culturali locali. Chiama in suo soccorso i romanzi di quegli autori che, dall’Ottocento in poi, hanno tentato di prevedere il futuro del Cosmo.

Da Samuel Butler e le piccolissime macchine (praticamente i nostri smartphone) fino all’occhio indiscreto del Grande Fratello di George Orwell, la fantascienza è divenuta realtà. Come se la penna di questi autori abbia davvero scritto le sorti dell’uomo. Un uomo che corre sempre più veloce verso l’automazione della vita e che dovrebbe cercare di utilizzare al meglio le possibilità che la tecnologia offre. Sebbene spaventi l’idea di essere sovrastati dalle macchine, solamente in questa maniera una regione emarginata come la Calabria può aspirare a diventare il centro del mondo. Grazie alla possibilità di comunicare con qualsiasi parte del mondo, finanche a sfornare cioccolatini con la stampante 3D, ogni piccolo centro può affermarsi nella nuova Europa del 2030.

Di seguito alla proiezione di grafici che nulla di buono mettono in evidenza della nostra terra, dalla crisi economica alla disoccupazione giovanile, Monti incita i giovani a non arrendersi mai credendo in una “terra libera che deve tornare ad essere giovane e propositiva”. È questo l’assunto positivo che Monti lascia al suo pubblico: la tecnologia annulla la periferia. Ai genitori di oggi spetta il compito di abbattere i muri che impediscono ai giovani di realizzare quel futuro che hanno iniziato a creare sui banchi di scuola, sui libri e nei laboratori, “perché la più grande risorsa che la Calabria ha, la risposta al non fatto, al non detto, al nulla del passato” sono proprio loro.

Floriana Ciccaglioni

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