La giornata della lingua greca classica

Cosa saremmo noi, senza i Greci? Non oso pensare a un mondo senza la poesia, senza la filosofia, senza l’arte, senza i molti, generalmente scombinati, ma preziosi modelli politici: e tutto questo ce lo lasciò un popolo antico e tuttora vivo.

Nessuno ne dubita, lo so. Ma mi si consenta di obiettare che nulla si comprende dei Greci se non in greco, la lingua, o, più scientificamente, le lingue, in cui sono state espresse le sottili sfumature del pensiero degli Elleni di due millenni e mezzo fa. Il greco classico solo ha la capacità di esprimere concetti attraverso meccanismi che in qualsiasi altra lingua non sono traducibili a pieno. Ci vorrebbero moltissimi esempi, e ne adottiamo uno: la differenza, l’antitesi tra due parole apparentemente simili: sophìa e philosophìa. La sophìa è la sapienza insita, che dà certezze, che viene dagli dei, ed è propria di pochissimi; la philosophìa, a ben vedere, è il contrario: se io mi dedico alla “tendenza alla sophìa” (questa è, alla lettera, la traduzione), io nego di possedere la sophìa, o che qualcuno la possegga, e devo trovare un metodo, una gnoseologia per raggiungerla; e posso anche comunicarla ad altri.

Per questa ragione, il patrimonio trasmessoci dai Greci dev’essere compreso e trasmesso in greco; sia pure tentando di rendere, in italiano, le stesse sfumature di senso. Tale è la funzione del Liceo classico.
Buona dunque l’iniziativa di una Giornata nazionale dedicata, oggi 9 febbraio, alla valorizzazione del greco.

Soverato è sede di Ginnasio-Liceo (oggi si chiama solo Liceo), Ginnasio dagli anni 1930, completamento del corso dal 1953. L’istituzione scolastica si accompagnò con la nascita e la crescita della Casa Salesiana, di cui ricorre il cento decimo anniversario di fondazione. Il Liceo è stato punto di riferimento di molte generazioni di studenti calabresi, e di speciale rilevanza per la cultura della nostra città.

Non poteva mancare dunque l’adesione alla Giornata della lingua greca. Un buon gruppo di ragazzi – ne vedrete domani la cronaca – leggerà, in lingua e adeguata traduzione, alcuni brani omerici e della più alta lirica monodica: Iliade, Odissea, Stesicoro, Archiloco, Alcmane, Saffo, Tirteo, Alceo, Solone, Mimnermo, Ipponatte, Leonida di Taranto; e infine un omaggio alla nostra poetessa Nosside, e un momento finale di vitalità attuale del greco. Saranno toccati i temi cari ai Greci: gli dei, la politica, la guerra, la vecchiaia, il convito, la tecnologia, la povertà, l’amore.

Ulderico Nisticò

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