La prossima primavera si vota per la Calabria

Questo è l’elenco dei presidenti della Regione dal 1970 a oggi: A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra). Il risultato della presenza di questi illustri signori è che la Calabria è terzultima d’Europa, tra circa 350 regioni. Congratulazioni vivissime. Chi di loro sia stato il peggio, sarebbe una divertente chiacchierata sotto l’ombrellone. Per me, Chiaravalloti. Politicamente parlando, s’intende: per tutto il resto, santo subito.

Pertanto, mi pare ovvio che la prossima volta non si candidi nessun erede di A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra); ed eredi dei loro partiti, movimenti, logge, cene, incontri e qualsiasi altra cosa ci ricordi i suddetti A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G., Rhodio, D. Veraldi, L. Meduri, A. Loiero, M. Oliverio di centrosinistra, e G. Nisticò, B. Caligiuri, G. Chiaravalloti, G. Scopelliti e Stasi di centro(destra).
Attenzione, non si tratta di critiche a questo o quel singolo provvedimento, ma dell’evidenza che tutti, senza eccezione alcuna, hanno ridotto la Calabria al pelo della coda della classifica; tutti hanno lanciato roboanti proclami, da quello che voleva dare ai contadini un pezzettino di Sila, a quell’altro che voleva chiamare in Calabria i Nobel e non venne manco un Premio Topolino… tutti hanno lasciato le briglie sul collo ai pigri e ignorantissimi passacarte (tutti, tranne uno) della burocrazia. Tutti hanno rispedito indietro i fondi europei, tanto di quel denaro da lastricare d’oro dallo Stretto al Pollino.

Tutti si devono togliere dai piedi.
Servono perciò persone del tutto nuove, e senza passato sospetto. La Calabria non è messa benissimo a persone serie e coraggiose, però, grattando il barile, se ne troveranno una cinquantina per una lista: spero!

Degli attuali consiglieri regionali, si potrebbe ricandidare, a sinistra, il solo Guccione, che ogni tanto fa l’opposizione a Oliverio; nel centro(destra), nessuno, muti e conniventi come sono, e amiconi del medesimo Oliverio.

Servono analisi nuove della realtà, e analisi fatte in Calabria da gente che conosce la Calabria per averla viaggiata e pianta e sorrisa e mangiata; non dei soliti che sparano citazioni di sconosciuti del XIX secolo di fugace passaggio. Perciò occorre mettere al lavoro le persone di cultura… persone di cultura, non antimafia segue cena e consumatori africoti di prodotti tipici! E dev’essere vietato per legge il piagnisteo.

Urgono piani per far cessare ogni forma di assistenza e assistenzialismo, ZES e roba del genere; e far sì che la Calabria lavori, produca, venda, insomma agisca come una terra umana, e non l’eterna eccezione che un giorno la chiamano Magna Grecia e l’altro giorno “perduta gente”, in entrambi i casi segue cena.

Riassumendo: se vedrò novità sostanziali e formali, io andrò a votare; se no, una bella giornata in campagna fino a notte inoltrata.

Ulderico Nisticò

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