La ripresa e il Sud

 Credo poco e nulla ai politicanti, ma spero che l’ISTAT sia una cosa seria, e devono esserlo per forza certe agenzie internazionali: perciò pigliamo per buono che l’Italia stia “agganciando la ripresa”. Bene, e il Sud? E la Calabria?

 Mentre c’è tutta questa bella “ripresa”, ci parlano invece di “crisi di Gioia Tauro”, il porto che è l’unica cosa importante in Calabria, e che invece non funziona (12% in meno), non rende, non cammina da solo e ha bisogno di stampelle, e licenzia, e le prospettive sono pessime. E il porto di Genova supera, ufficialmente, Gioia Tauro.

 Ma la Zona Economica Speciale (ZES)? Ecco, queste sono le ideone che non m’interessano proprio, anzi che io ritengo negative, e incentivo alla pigrizia. Come disse l’imperatore Tiberio, l’assistenzialismo “esaurirà l’erario e annienterà l’intraprendenza (desinet industria)”.

 Non ci serve l’ennesimo ente, con presidente e vicepresidente e passacarte e bidelli, tanti, tantissimi bidelli: ci serve un porto dove spontaneamente entrino navi perché lo trovano conveniente; perché se non è conveniente, le navi vanno a Genova o altrove.

 Ovvio poi che più enti e più presidenti e più bidelli ci sono, più è in agguato la corruzione.

 Ecco cosa sogno io, una Calabria, un Meridione senza nessunissimo intervento straordinario, ma con produzione e commercializzazione; e un rapporto numerico sano tra amministrativi e produttivi: 1/100! E invece al Sud è sempre 100/1: 100 al “posto” a girarsi i pollici e uno (01) al lavoro, se non ammalato.

 Il Sud non è mai stato quel paradiso inventato dai poeti grecoromani o da certi bufalari di oggi, ma avrebbe delle potenzialità:

  • attività agropastorali, in verità più pastorali che agro, però ci sono e ci sarebbero se venissero utilizzate per il 2018 e non per i secoli passati;
  • industria piccolo-media di trasformazione: a nessuno venga più a mente qualche baraccone tipo SIR o Isotta Fraschini o Lamborghini o palline da tennis…
  • turismo nelle sue varietà: balneare (oggi quasi unico, e pure male), invernale, di riposo, di studio, religioso, termale, culturale… culturale, non sbarco di Ulisse, Templari, Santo Graal e altre fandonie!

 Tutto questo, per il 2018, senza sogni di basilico sul balcone e chilometro zero e piccolo è bello. La nostra arretratezza non è tecnologica, se il computer ce l’hanno tutti anche al telefonino; è mentale, è la nostalgia di un mondo idilliaco che non ci fu mai, e quando c’era, alla prima epidemia d’influenza morivano come le foglie d’autunno.

 Al Sud servirebbe una rivoluzione culturale reazionaria: tutti al lavoro, con le sole eccezioni di gravemente ammalati; anzi nemmeno, e, come ordinò il generale agli Alpini in Russia, “Tutti i vivi all’assalto”, includendo così nell’utilizzazione anche i mutilati veri. E figuratevi i mutilati falsi del Sud di oggi!

 I politici e politicanti, non sono loro a dover gestire la cosa, ma a predisporre le condizioni. Esempio, non è la politica che deve far entrare navi a Gioia, ma dovrebbe creare una ferrovia tra il porto e il resto della Calabria: da 40 anni, non c’è.

 Non è la politica che attira i turisti: ma dovrebbe far collaudare gli impianti sciistici della Sila, e ora, non il prossimo agosto! E, se il collaudo non c’è, chiamare subito i Carabinieri e denunziare il ritardo.

 Invece la gente scia dovunque tranne che in Sila! Poi vi meravigliate che io mi indigni e protesti!

 Io, perché invece:

  • giornali e tv sono muti: esempio, silenzio stampa sul caso Roccisano;
  • intellettuali piagnoni foraggiati, muti su qualsiasi cosa reale, e comunque cortigiani vil razza dannata;
  • minoranza di centro(destra), palesemente connivente.

 Io faccio l’opposizione, unico e solo: so che ce l’hanno con me, unico e solo, e la cosa mi diverte moltissimo. Gli altri, tutti amici tra loro.

 Così il Sud sta a guardare, e gli altri “agganciano la ripresa”.

Ulderico Nisticò

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