La storia in mano al primo venuto

 Il sindaco di Castrovillari, tale Lo Polito, ha deciso di cambiare il nome di una piazza da Cavour ai Lavoratori. Motivo, dice lui, è che ha detto su “libri che dicono la verità” che Cavour è colpevole “di aver disegnato le disuguaglianze tra Nord e Sud”. Calma, è solo una proposta, finora. E immagino quali siano i libri della verità: qualche sproloquio alla Pino Aprile!

 Il Lo Polito, avendo letto solo quei libri, ignora che Cavour, primo ministro del Regno di Sardegna nel 1852, fece giusto a tempo di dichiarare re d’Italia il suo re Vittorio Emanuele II, e ciò il 17 marzo 1861, e il 6 giugno morì. Il 6 giugno dello stesso 1861. Fu dunque primo ministro italiano per meno di tre mesi. Contiamo anche l’arrivo dell’esercito sardo a Napoli, nell’ottobre del 1960, e diciamo che governò la baracca nove o dieci mesi. Un po’ poco, per fare anche il 5% di quanto crudele male Lo Polito ha letto sui soli libri che ha letti in vita sua a proposito di quegli avvenimenti. Per tutto il resto, Lo Polito è un mostro di cultura: però di storia del 1861 non sa niente.

 Qui non vi parlerò del Cavour; leggete la mia “Storia delle Italie”. Non fate pure voi come Lo Polito: leggete, ogni tanto, qualcosa. Quello che è certo è che senza Cavour ci sarebbero ancora gli Austriaci a Milano; e altrettanto vero che, senza Cavour, non ci sarebbero i Francesi a Nizza. Ma sono notizie troppo complicate per Lo Pilato e i libercoli cui s’ispira.

 Voglio esprimervi la mia preoccupazione che la storia stia finendo in mano a dilettanti e avventurieri e arruffoni e scopritori di documenti che non sanno leggere e tanto meno contestualizzare. Ma fin quando si tratta di Ulisse, Templari, san Gennaro… e bufale varie in bocca a illustri ignoti, poco danno; quando invece si prendono decisioni con atti ufficiali, e le prende un Comune, e qui non funziona così.

 La toponomastica è regolata da precise leggi, oltre che dall’elementare buon senso.

 Cominciamo dal buon senso. Se un giorno il sindaco di X legge un libro acquistato alla stazione per passare il tempo, e “scopre”, che so, balle cosmiche alla Dan Brown, la mattina dopo toglie il nome di Gesù e ci mette il nome del prete dei Pirenei? Se un altro “scopre” che Annibale era buono e Scipione cattivo, fa levare dal Liceo il latino e si deve studiare il punico? E se poi ne legge un altro e “scopre” che Scipione era buono e Annibale cattivo, patapumfete un’altra volta Virgilio e niente Magone, scrittore cartaginese… che però usò il greco?

 Il Lo Polito, prima di cambiare nome alla piazza, ha consultato storici genuini invece di Pino Aprile? Ha indetto un convegno di specialisti? Ha ripassato un attimino le sue evidentemente scarne conoscenze di storia?

 E veniamo alle leggi. Esiste a Castrovillari una commissione toponomastica? C’è stato un dibattito in Consiglio? I giornali locali ne hanno parlato? Le associazioni culturali? I professori? La gente? Ah, l’Università della Calabria!

 E interverrà la Prefettura di Cosenza, che sta lì a rappresentare lo Stato? Ci sono leggi, sulla toponomastica; o uno di questi giorni ci troveremo sindaci che intitolano le piazze al nonno e le strade al gatto della zia, e tolgono Dante Alighieri perché era fiorentino con antenata di Ferrara: un bieco “toscopadano”.

 Ma la colpa è degli storici che lasciano fare… ammesso ce ne siano, e non siano, come sono, specialisti di un quarto d’ora di un giorno di un mese di un anno di un secolo, e ignoranti di tutto il resto della vicenda umana.

Ulderico Nisticò