Le elezioni nel Basso Ionio, e altrove

È dal 1953 che Soverato non ha un parlamentare, e sia benvenuta Silvia Vono; la quale, non dimentichiamo, è la vicepresidente del Comitato per la Trasversale. Lei sì che l’abbiamo vista, eccome!

Attenzione, un parlamentare non è il commesso viaggiatore degli impicci di Tizio o Caio come fece qualcuno (niente nomi per pietà!): è il rappresentante di tutta la Nazione, ma anche dei legittimi interessi di un’area che lo elegge. La conosco per seria e attiva, e ci aspettiamo tutti molto da lei.

Nel disastro totale del PD nazionale e ancora di più calabrese, Alecci ha preso solo qualche sparuto voticino in più della scarsa media: ma, s’intende, a Soverato e solo a Soverato. A Chiaravalle, per dire del secondo centro per abitanti, il PD non becca manco 500 voti. Nemmeno Satriano lo consola, con 400 voti: e pensare che il PD amministrava il Comune.

Del resto, perché avrebbero dovuto votare per un sindaco di Soverato che ha limitato la sua attività, anzi la sua attenzione, dalla Galleria allo Stadio alla Cicera? Che è stato ostinatamente assente da ogni problema dei dintorni, da ogni momento di lotta per la Trasversale delle Serre, cioè da ogni rapporto tra Soverato e l’entroterra? Che ha creduto e crede bastasse un poco di erbetta sulle aiuole del Lungomare, e qualche compiacente giornale; e che un paese dove i negozi chiudono per sempre, quello che conti sia portare i cantanti. Io, non per lui ma per logica politica e geopolitica, l’ho avvertito e pubblicamente rimproverato su queste pagine e in tv; e mi ha risposto… con dei messaggini privati, per altro da arrampicamento sugli specchi; per restare lo stesso indifferente.

Alecci è stato assente dal territorio, gli altri sono stati assenti da Soverato. Arturo Bova (di D’Alema pseudo Grasso) è l’unico consigliere regionale dalle porte di Catanzaro alle porte di Reggio: a Soverato e in tutto il resto non ha mai messo piede; non ha mai chiesto se avessimo esigenze.

Oliverio mi pare sia venuto, una volta, alla passeggiata inaugurale, e via; Viscomi, mai visto, tranne un conato di campagna elettorale spacciato per conferenza, e che pochissimo e niente gli giovò. Figuratevi gli altri!
Che Viscomi, bastonato dagli elettori, vada lo stesso a Montecitorio, è una delle tante storture di questa buffa legge elettorale.
Perché ce l’ho tanto con Viscomi? Chiedetelo a lui, e uno di questi giorni che non ho argomenti importanti, ve lo racconto.
Un’occhiata generale. In Calabria, è palese che il voto è un atto di sfiducia verso Oliverio. Buonissimo il risultato della Lega, a dimostrazione che la gente non ne può più di una classe politica indigena di nessunissimo valore.

Mi diverte che Sgarbi sia stato ridicolizzato da Di Maio; ballo di gioia per la scomparsa di D’Alema e dei suoi amichetti Grasso e Boldrini. Renzi si dimette… in ventiquattro comode rate.
Ah, il triste Corbelli: senza voti e senza cimitero!
Come formare un governo, è tutto un altro discorso. Ma in Spagna ci hanno messo un anno; in Germania sei mesi, possiamo avere un po’ di pazienza.

Ulderico Nisticò

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