Le prossime regionali…

Siamo curiosi di sapere che farà Oliverio con il rimpasto, ora che della Giunta di Alto Profilo gli è rimasto ben poco, Viscomi qui incluso. Inutili le illazioni, in un ambientino litigioso qual è il PD in genere, e quello calabrese in particolare.
Quello che è certo, è che, con la Regione in mano, il centrosinistra vanta il 14%; e, se continua di questo passo, alle prossime regionali è decotto del tutto.

Sempre di questo passo, si contenderanno la Cittadella i pentastellati e il centrodestra. Sui primi, c’è poco da dire: hanno mietuto successi senza discussione.
Il centrodestra, nel cui ambito si è affacciata prepotente la Lega, ha i numeri potenziali per aspirare a buoni risultati, o a vincere.

Sì, ma questi sono, a oggi, ragionamenti sui numeri. L’evidenza politica è che anche la Calabria, persino la mite Calabria ha espresso un palese voto antisistema, che, tradotto in termini locali, significa con evidenza: niente riciclati, niente vecchi tromboni; e, soprattutto, niente frasi fatte e promesse al vento.

Mentre, infatti, i 5 stelle hanno il vantaggio di essere nuovi, il centrodestra ha alle sue spalle quintali di carboni bagnati: non abbiamo dimenticato che anche il centrodestra ha amministrato la Regione, con Pino Nisticò, GB Caligiuri, Peppino Chiaravalloti e Pino Scopelliti, dei quali tutti e quattro è assai se diciamo che furono il nulla sopra una sedia.

Ecco, il centrodestra potrà sperare nel consenso dei Calabresi se saprà levarsi di dosso questo pessimo ricordo, e partire da zero; zero persone fallimentari (politicamente parlando: per il resto, santi subito!), ma soprattutto taglio netto con mentalità e prassi di amichetti e comparaggi e palloni gonfiati.

Alla Calabria urge una classe dirigente forte e spiccia, che sia capace di idee, e soprattutto di autorevolezza: presidenti e assessori che impartiscano ordini, e pretendano di essere obbediti; e che perciò non siano amici degli amici dei burocrati.

Se ne rendano conto, nel CD: o la gente voterà 5 stelle a battaglioni affiancati.

Ulderico Nisticò

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