Legittima difesa

In questi anni sono successe cose ridicole: degli aggrediti sono stati condannati persino a risarcire il danno per aver colpito l’aggressore! Benissimo, dunque, che si metta mano alla questione, affermando il diritto alla difesa.

Mi pare principio ovvio che, se qualcuno mi entra in casa con intenzioni minacciose, io mi debba e mi possa difendere con ogni mezzo. Con ogni mezzo: se sono un pugile, con un bel pugno tale da stordire l’aggressore; se ho sotto mano un oggetto contundente (furor arma ministrat), glielo spacco in testa; idem per un coltello, anche da cucina; se detengo legittimamente una pistola, sparo; e se ho buona mira, sparo alle gambe; se la mira è debole, o le circostanze sono incerte, peggio per chi mi aggredisce.

Banale che, prima di difendermi, io non abbia tempo e voglia di appurare se l’aggressore è armato o no, e di che, eccetera; o se abbia attraversato vicissitudini sociali eccetera. Sono minacciato, devo difendere la mia vita e quella della mia famiglia. E anche i miei beni, che non sono solo materiali, ma anche spirituali: sono la mia casa, la mia vita.

Ci avevano già pensato, nelle Dodici Tavole, i padri Romani, con queste dieci parolette: “Si noctu furtum faxit, si im occisit, iuse caesus esto”. È notte, e non posso chiedere aiuto; e, nella notte di quel V secolo aC, nessuno uscirebbe di casa sua per aiutarmi. L’azione è un furtum, cioè illecita in genere: il ladro non può entrarmi in casa, per nessunissimo motivo. Il dominus può difendersi fino alla morte dell’aggressore; ma la legge non lo obbliga a ucciderlo, se basta di meno.

Ciò premesso, però, continuo a non essere tanto felice che la gente si armi; e lo dico non certo per l’incolumità dei ladri, ma perché, in linea di principio, non mi piace molto mettere le armi in mano ai privati, i quali, detto in generale, non le sanno usare, e mettono in pericolo se stessi e chi con loro. A difendere i cittadini dev’essere lo Stato; ma se non ci riesce, e del resto non può riuscirci sempre e dovunque, allora non si può negare il diritto a un’adeguata difesa.

In realtà, la legge lo consente; quello che urge è fermare alcuni procuratori e giudici dalla troppo sbrigliata fantasia giuridica.

Ulderico Nisticò

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