Lettera di un bambino per Gesù

Cara redazione del Cappuccino del Palarchio,

sono un bambino di appena 9 anni e ho seguito, prima con apprensione e poi con gioia, la vicenda della scuola in provincia di Venezia che in una canzoncina aveva cancellato il nome di Gesù. Dicono che le maestre l’abbiano fatto per non offendere la sensibilità dei bambini di altre religioni, ma io credo in Gesù, è mio amico e non capisco perché non dovrei pronunciare il suo nome mentre canto una canzone a lui dedicata.

Il mio amichetto preferito si chiama Mustafa ed è uno di quei bambini di altre religioni. Gli voglio molto bene e insieme siamo fortissimi quando giochiamo a calcio. A lui non da fastidio sentire il nome di Gesù. Lo sa che noi siamo cristiani, che crediamo che Gesù era Dio, mentre per lui era solo un profeta. Ma non gli da fastidio. Quello che invece anche lui non capisce è perché lo cancelliamo dalle nostre canzoni di Natale. Mi ha detto: “se lo cancellate vuol dire che non ci credete abbastanza, che è solo una tradizione che potete mettere da parte quando vi va. Noi dell’Islam, se tacessimo il nome del profeta Maometto per rispettare qualcun altro, faremmo grosso peccato“.

Sono stato felice, però, di vedere alla televisione che una bambina come me sia intervenuta per il nostro amico Gesù, per ridargli quel posto che merita nella vita di noi bambini che amiamo Gesù. Noi piccoli forse non siamo molto intelligenti e tante cose non le sappiamo, ma una cosa la sappiamo: Gesù piange quando lo mettiamo da parte e io non voglio farlo piangere.

Grazie e Buon Natale.

Gianni Ianni Palarchio (Blog)

ps. il bambinello nel presepe si mette la notte del 24, mi raccomando… non dimenticatelo.

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