L’Europa si gioca l’avvenire in Libia

Per chi non fosse fortissimo in geografia, vi comunico che la Libia si trova nel bel mezzo dell’Africa Settentrionale; confina…

Beh, confinava… dopo il 2011, non si sa se ci sia ancora una Libia, e se ha un governo o due, o un governo per ognuna delle duecento tribù… Nel 2011 tre mascalzoni (Sarkozy, poi sotto processo per mangia mangia; Obama, Nobel per la pace e politicamente legnato da Trump per interposta Clinton; e Cameron, di cui non si sa più nulla: meno male), attaccarono la Libia e uccisero Gheddafi, scatenando l’anarchia; e, per quanto ci riguarda, mandando in Italia decine di migliaia di più o meno, anzi raramente genuini profughi, moltissimi dei quali non c’entrano niente con la Libia, però dalla Libia partono.

Dei due governi o sedicenti tali, la Francia ne appoggia uno, l’Italia l’altro: l’Italia, a scanso di equivoci, già dai governi di centrosinistra. La Francia e l’Italia appartengono entrambe… anzi sono entrambe membri fondatori dell’Unione Europea.

La Francia fa palesemente i suoi affari loschi e puliti, e quando non interviene con le sue armi, trova qualcun altro da utilizzare sul posto; e se ne frega dell’Italia, e, in generale, dell’Europa.

E l’Unione Europea? A parte la patetica canzonetta “Fate i buoni”, canticchiata dalla bella statuina Mogherini, l’Europa non dice niente sulla Libia, non ha niente da dire sulla Libia. Più o meno quello che non fa e non dice e sulla questione dei migranti, che finora ammollava all’Italia, e tutti contenti; e ora che la musica è cambiata, l’Europa non sa che pesci pigliare, giacché è palese che o migranti non li vuole nessuno, Macron in testa.

Insomma, l’Europa si sta giocando l’avvenire, in Libia e nel Mediterraneo e nella politica estera che non ha. E chi dovrebbe averla? Un parlamento decorativo e parcheggio di trombati in patria? Una commissione emanazione dei governi? Una presidenza soggetta a turnazione automatica?
Sono tutti enti depotenziati, con poco o nessun potere effettivo. Comandano di fatto i burocrati e i passacarte di Bruxelles, che però hanno competenza su soldi e roba simile; e non si curano di politica, anche, soprattutto perché non ne hanno le capacità intellettuali e culturali: il perfetto kafkiano burocrate è una macchina, mica una persona!

Può anche darsi che l’Europa svanisca come prospettiva politica, rimanendo, entro molti limiti, un’organizzazione meramente economica; una specie di società, cui si aderisce se conviene, e da cui si esce se no. Per tutto il resto, politica estera in testa, ognuno per sé: come del resto sta facendo la Francia esplicitamente… e fanno tutti gli altri, persino l’Italia di prima del 4 marzo.
È in Libia che si decide se l’Europa avrà un avvenire politico o no.

Ulderico Nisticò

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One thought on “L’Europa si gioca l’avvenire in Libia

  1. leopoldospina@libero.it
    05/09/2018 at 18:02

    un personaggio come il prof Nisticò sarebbe stato bello e utile averlo nel Governo- Conosce la storia e i suoi fatti e misfatti e poi alla fine ti rifila o suggerisce una sua opinione o soluzione- Non mi perdo nessuna sua nota o intervento degli eventi politici da quando a governo ci sono i pentastellari- Non mi ero mai interessato di politica e lui mi sta facendo aprire la mente ed affezionarmi ad essa- Sto insomma cominciando ad informarmi per ” partecipare ” e capire come vanno le cose in Italia e in Europa- Grazie-