Lotta alla ‘Ndrangheta, Gratteri e Curcio ne hanno parlato a Satriano

Tra i temi, lo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose

La lotta alla ‘Ndrangheta nelle parole dei procuratori di Catanzaro e Lamezia Terme, Nicola Gratteri e Salvatore Curcio. I due magistrati ne hanno lungamente discusso a Satriano, nel corso di un partecipato dibattito promosso dall’amministrazione comunale presso il teatro polifunzionale. La visione di alcuni spezzoni del documentario Rai “Infinito crimine” ha introdotto la discussione, aperta dal saluto del sindaco, Aldo Battaglia.

I giornalisti Fabio Guarna e Francesco Pungitore, che hanno moderato la manifestazione, coordinando la trama degli interventi, hanno sollecitato tutta una serie di spunti di riflessione, coinvolgendo anche l’attore catanzarese Francesco Colella, chiamato a reinterpretare, nel documentario, le conversazioni tra boss captate nel corso di varie inchieste.  Quella della ‘Ndrangheta è una storia che parte da lontano – è stato spiegato – dalla picciotteria di fine ‘800 fino all’esplodere di un fenomeno sempre più cruento e pervasivo, balzato agli onori della cronaca nazionale solo agli inizi del 1970, con il clamoroso sequestro di Paul Getty III.

Un percorso che porta ai nostri giorni, fino alla holding criminale affermatasi come la più potente del mondo occidentale, capace di dominare il traffico internazionale di droga e di radicarsi su tutti i continenti. Un risultato frutto, probabilmente, di una pericolosa sottovalutazione che ha avuto luogo in passato. Studiare e conoscere la storia della ‘Ndrangheta significa, oggi, poterla contrastare e combattere con strumenti più incisivi e mirati.

Partendo da una certezza: la ‘Ndrangheta dell’onore e del rispetto non è mai esistita. E’ sempre esistita, invece, una organizzazione che ha fatto della violenza il mezzo per affermare la propria egemonia, impoverendo ulteriormente una terra già povera. Tra i temi evidenziati, la necessità di rendere più dure ed efficaci le norme sullo scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. 

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