|
Forti dermatiti e gastroenteriti a Montepaone Lido
Mercoledi, 26 Agosto 2009
| Il mare sporco, a Montepaone, non costituisce un'eccezione. Anche ieri sono fioccate alle autorità molte richieste di interventi (e proteste) da parte dei numerosi bagnanti...
Il mare sporco, a Montepaone, non costituisce un'eccezione. Anche ieri sono fioccate alle autorità molte richieste di interventi (e proteste) da parte dei numerosi bagnanti che affollavano il litorale, e qualche operatore turistico ha trovato il coraggio di farsi avanti. In tanti hanno rinunciato al bagno per concentrarsi esclusivamente sulla tintarella, e tra questi non è mancato chi ha sottolineato che l'anno venturo rinuncerà alla Calabria. E non si è trattato della solita e costante contaminazione superficiale, che avrebbe accompagnato tutta l'estate rendendo poco invitante l'ingresso in mare, bensì di un selvaggio e impetuoso irrompere in mare di un'ondata di liquami, riconducibili senza ombra di dubbio, a scarichi fognari. E questo episodio non è l'unico occorso in questa stagione in quanto seguirebbe il ciclo della correnti quando si muove da sud verso nord. Il fatto ha interessato in particolare la zona a sud di Montepaone, quella più vicina a Soverato. Di fronte ad una situazione ambientale preoccupante e potenzialmente distruttiva per l'industria turistica, sia per Montepaone che per i comuni viciniori, un operatore del settore ha confessato di non vedere segnali di cambiamento e di essersi rassegnato, lamentando tra l'altro che molti ospiti dopo essere entrati in acqua hanno accusato dermatiti, infezioni agli occhi e gastroenteriti. Un quadro fosco anche dal punto di vista igienico e sanitario segnalato alla nostra redazione da un medico in vacanza a Montepaone. A Sant'Andrea Jonio, invece, dopo l'allarme di giovedì scorso per l'avvistamento di una estesa patina oleosa, la situazione sembra essere migliorata pur restando irrisolta. Tracce di sostanze la cui natura non è stata accertata, permangono sgradevolmente in superficie per diverse ore nell'arco del giorno. Sulla scabrosa problematica che attanaglia da anni molti comuni, nel frattempo, è intervenuto Pino Commodari (responsabile commissione Enti locali del partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea Federazione di Catanzaro), facendo pervenire un esposto all'Arpacal, ai carabinieri e all'ufficio circondariale marittimo di Soverato. Commodari approva e difende l'operato di quanti si occupano della cosa pubblica rimarcando «che lo sforzo quotidiano compiuto da alcuni volenterosi amministratori locali del versante jonico, nel corso di questo mese, per tamponare le precarie condizioni in cui si trovano gli impianti di depurazione, dalle stazioni di sollevamento ai depuratori, è stato enorme. Alcuni dati per tutti: fanghi depositati da anni e mai asportati, vasche mai pulite, pompe mancanti da anni, per cui al posto di tre ne trovi due, perché in manutenzione». E continua: «La responsabilità non è la nostra, ma di quanti nel corso di questi anni si sono arricchiti con la depurazione in Calabria. Ci auguriamo che al più presto i responsabili di questo scempio ambientale e di questo furto operato nei confronti della collettività per l'appropriazione indebita di denaro pubblico, vengano puniti in modo esemplare». Il servizio di depurazione, secondo Commodari, in queste circostanze diventa un facile capro espiatorio mentre sarebbe necessario guardare oltre: «Gli immani sforzi compiuti per far funzionare gli impianti di depurazione vengono vanificati dallo scarico diretto a mare, per le condotte abusive posizionate sul fondo del mare da abitazioni civili, stabilimenti balneari e camping, i cui responsabili vanno individuati e puniti». (Massimo Ranieri - gazzetta del sud)

|