Suonano alla porta, apre e gli sparano ad un piede. È avvolto dal mistero il ferimento di Santo Caroleo, disoccupato di 32 anni di Locri, avvenuto nella serata di venerdì ...
LOCRI - Suonano alla porta, apre e gli sparano ad un piede. È avvolto dal mistero il ferimento di Santo Caroleo, disoccupato di 32 anni di Locri, avvenuto nella serata di venerdì nella periferica contrada “Sant'Anna”. Da quanto si è appreso, chi ha bussato e poi esploso i colpi di pistola non aveva alcuna intenzione di uccidere ma probabilmente solo di dare un chiaro avvertimento al giovane. La persona che ha sparato, infatti, ha indirizzato volontariamente il colpo verso la parte bassa della gamba sinistra del giovane, personaggio già noto alle forze dell'ordine, che lo hanno più volte arrestato per reati contro il patrimonio e, recentemente, anche per stalking. Secondo l'incredibile racconto che Caroleo ha fatto ai carabinieri, il ferimento sarebbe avvenuto sull’uscio di casa poco dopo le 21,30 di venerdì ad opera di uno sconosciuto. Qualcuno avrebbe bussato alla porta di casa di Caroleo e quando ha aperto una persona, che non sarebbe riuscito ad identificare dato il buio fitto della contrada, senza dire alcuna parola, gli avrebbe esploso un colpo di pistola calibro 7,65 mirando al piede. Il proiettile ha colpito Caroleo nella parte terminale dell'alluce sinistro, fuoriuscendo da sotto. Scattato l'allarme, sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Locri diretta dal maggiore Ciro Niglio, ai quali è stato affidato il compito di portare avanti le indagini sull’episodio, che saranno coordinate dal sostituto procuratore Federico Nesso. Caroleo è stato soccorso e trasportato presso il pronto soccorso del vicino ospedale di Locri, dove i sanitari di turno gli hanno prestato le cure del caso e giudicato guaribile in 15 giorni. Visto che la ferita è apparsa superficiale, l’aggredito è stato subito dimesso. Già nell'immediatezza del grave episodio, che, data anche la dinamica, ha tutto il sapore del classico “avverti - mento 'ndranghetistico”, gli investigatori della compagnia di Locri, diretti dal maggiore Ciro Niglio, hanno immediatamente avviato le indagini. I carabinieri, che non ritengono Caroleo inserito in alcun clan 'ndranghetistico locrese, non avrebbero ricevuto alcun aiuto dal giovane che avrebbe raccontato loro una versione dei fatti che avrebbe dell'incredibile al punto da far ipotizzare un comportamento da “favoreggiamento. Anche per questo le indagini per l'individuazione del misterioso autore dell'inquietante azione e per comprenderne il movente, si stanno sviluppando in ogni direzione e puntano a verificare se l'azione criminale possa essere o meno collegata a qualche episodio delinquenziale accaduto recentemente a Locri o nella Locride del quale il giovane possa essere stato inconsapevole testimone o a qualche episodio che lo ha visto in passato in qualche modo coinvolto. Caroleo, oltre a descrivere il fatto ai militari avrebbe sostanzialmente dichiarato di non sapersi spiegare il perchè di una simile “attenzione” nei suoi confronti anche perché andrebbe d'accordo con tutti, non avrebbe dissapori con alcuno ed inoltre non avrebbe mai ricevuto minacce di alcun tipo. (Quotidiano della Calabria)