Non mi capita mai di commentare (o, peggio ancora, giudicare) ciò che scrivono i colleghi. Sia ben chiaro: non perché non avrei mai nulla da eccepire, ma perché ... Vincenzo Pitaro
Non mi capita mai di commentare (o, peggio ancora, giudicare) ciò che scrivono i colleghi. Sia ben chiaro: non perché non avrei mai nulla da eccepire, ma perché sono da sempre convinto che ogni scritto si caratterizza, in primis, per la soggettività. Tutti quanti - quando scriviamo - esprimiamo pareri, non sentenze e neppure verità scientifiche.
Un’opinione, una riflessione, un qualsiasi punto di vista, e persino una «critica», per sua intrinseca specificità - come fra l’altro ben ci insegna Popper - non è confutabile in sé. Tutt’al più, sebbene ritengo che poco abbia a che fare con la professionalità giornalistica, le si potrebbe opporre un’altra opinione, altrettanto soggettiva.
ARTICOLO INTERO SU: MISCELLANEA GIORNALISTICA