Montepaone – L’opposizione chiede la revoca del bando Palazzo Pirrò

È stato pubblicato in data 02 ottobre all’Albo on-line del Comune l’AVVISO PUBBLICO per la concessione in comodato d’uso gratuito ad Associazioni senza scopo di lucro aventi sede legale ed operanti nel territorio comunale di Montepaone i locali di proprietà comunale siti in Montepaone, via Umberto I°, facenti parte del Palazzo Cesare Pirrò per lo svolgimento di attività che prevedano l’accesso del pubblico.

Tale bando prevede la concessione in comodato gratuito del bene comunale per una durata triennale, con l’indicazione della presente clausola: «Alla scadenza dei tre anni, il contratto si intende fin d’ora rescisso, salvo la possibilità del Comune di provvedere alla riconferma, previa presentazione di nuova domanda da parte dell’associazione e verifica, da parte del Responsabile del Servizio, dei requisiti richiesti».
La lettura di tale clausola induce a ritenere che, alla scadenza dei tre anni, l’Ente possa discrezionalmente rinnovare il comodato gratuito senza limiti con l’associazione aggiudicataria per il sol fatto che questa, sussistendone i requisiti, presenti una semplice domanda di proroga.

Tale condizione crea evidentemente una posizione di ingiustificato vantaggio per l’associazione comodataria, nonché espone il Comune a rinnovi senza limite di tempo della concessione gratuita di un immobile pubblico nei confronti di un solo soggetto, senza la previsione di un’accurata e previa verifica sull’effettiva utilità sociale conseguita dalla collettività, unica condizione per non far sconfinare la concessione gratuita in un danno erariale per l’Ente.
Il bando, così come formulato, lede i principi di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e rotazione, che devono ispirare l’azione amministrativa nel settore dei contratti pubblici (a maggior ragione ove tali contratti siano gratuiti).
Rilevato che il termine di scadenza per la presentazione delle domande è fissato per il 17.10.2017 I CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE hanno formalmente richiesto la REVOCA DEL BANDO chiedendone contestualmente la riformulazione conforme ai principi sopra citati.