Musumeci, Sgarbi, destra e cultura

 La Sicilia ha una tradizione culturale che va da Empedocle a Pirandello, passando per Federico II eccetera. Conta cinque milioni di abitanti, e vanta tre università. In mezzo a tutto questo ben di Dio (o del Diavolo, insinua Lampedusa!), il presidente della Regione autonoma, Musumeci, mio quondam camerata, non trova niente di meglio che nominare Vittorio Sgarbi assessore alla Cultura.

  Lo Sgarbi in parola è un valente critico d’arte, e in tale attività mostra, credo, di avere sistematicità e mestiere. Prende poi la parola (e le parolacce) su ogni altro campo dell’umana realtà; e, in tutto ciò che non sia arte, palesemente si arrampica sui muri lisci, con uno scilinguagnolo colorito, una gestualità teatrale in senso dozzinale, un aspetto gradito a donne non proprio di stile, e il supporto di giornali e tv di bocca buona.

 Che sia approssimativo in tutto ciò che non è arte, si accorge ogni storico quando lui parla di storia, ogni letterato quando egli parla di letteratura, ogni politico serio quando egli parla di politica, eccetera. Non se ne accorge invece il pubblico medio, soprattutto nel Meridione, dove, essendo quasi tutti mentalmente dialettofoni, non appena uno pronunzia una frase di dieci parole senza scivolare nel dialetto, lo scambiano per Pietro Bembo in persona: ammesso sappiano chi questi sia stato. Quelli di centro(destra), spesso bravi avvocati e medici, ma per tutto il resto… non si accorgono di quanto sia solo parole.

 Così Sgarbi è stato sindaco di Salemi eccetera; e assessore a Cosenza, qui con l’incarico del Centro storico, nel quale incarico non cavò un ragno dal buco, per poi litigare e dimettersi. Ora è assessore regionale siciliano, e già è stato assente alla prima riunione di Giunta. Prima o poi litigherà anche a Palermo, e andrà in giro a gridare che Musumeci è una capra capra capra. Peggio per Musumeci.

 E nessuno, a Cosenza, nessuno a Palermo trova mai niente da ridire. Poi la più o meno sedicente destra si lamenta che la cultura sia in mano alla sinistra!

Quando, per venire a noi, la Regione Calabria era di centro(destra), la sua attività culturale fu meno che zero. In questo, a dire il vero, non scherza nemmeno l’attuale sinistra. 

 A parte che compito di un assessore non è essere personalmente colto, ma organizzare la cultura altrui. Mecenate si circondò di Virgilio, Orazio eccetera, ma non si mise a scrivere poesie; Giulio II chiamò Michelangelo, mica prese in mano un pennello: già che era più pratico della spada!

 Ed è questo che non fanno, i pubblici poteri, creare situazioni in cui si possa sviluppare una cultura vera, e che possa divenire seriamente popolare.

 Non lo fa nessuno; ma, detto in generale, il centro(destra) è più superficiale e arrangiato della sinistra. Fortuna che la sinistra ha sì una cultura sistematica, ma generalmente è noiosa e poco credibile.

 Insomma, siamo messi male in tutto il “quadro politico”.

Ulderico Nisticò