‘Ndrangheta – Ucciso davanti casa, forse rotti equilibri tra le cosche

Un colpo di pistola al torace ed uno alla nuca. Così è stato finito Pasquale Chindemi, il 53enne, ritenuto vicino al gruppo Araniti, vicino ai Condello, ucciso nella serata di ieri nel quartiere di Gallico Superiore a Reggio Calabria. I killer, però, sarebbero stati immortalati dalle telecamere. Erano entrambi a volto coperto ed hanno aspettato che la vittima giungesse a piedi nei pressi della sua abitazione. Le indagini affidate ai carabinieri e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria potrebbero chiarire presto ulteriori dettagli sulla dinamica del delitto, avvenuto poco dopo le 19 di ieri sera.

È stata una chiamata giunta al 112 attorno alle 19.15 che avvisava di alcuni spari uditi in zona a richiedere l’intervento dei carabinieri. Giunti sul posto e riconosciuta la vittima, la principale pista battuta dagli investigatori è stata subito quella dell’omicidio maturato in contesti di ‘ndrangheta. Non è esclusa la vendetta mafiosa collegata ad una lotta tra cosche per spartirsi il controllo di questa porzione di territorio cittadino, negli ultimi mesi divenuto teatro di una nuova recrudescenza criminale, caratterizzata da intimidazioni, danneggiamenti, incendi e agguati, che ha riportato Gallico alla ribalta non solo della cronaca nera locale, ma anche nazionale.

L’omicidio potrebbe, però, anche essere un segnale di rottura di equilibri e rapporti di forza tra le cosche che regnano su un territorio particolarmente complesso. Pasquale Chindemi pare non fosse persona qualunque. Già conosciuto ai casellari giudiziari per precedenti per droga, nel 2007 era stato arrestato nell’operazione “Bless” che ricostruiva 22 omicidi di ‘ndrangheta durante la storica “seconda guerra di mafia” che ha insanguinato la città di Reggio a cavallo tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90. Chindemi, in quell’inchiesta, era stato arrestato con l’accusa di essere uno dei responsabili dell’omicidio di Mario Chirico, consumato il 6 giugno del 1990.

Le indagini, eseguite dai carabinieri, vengono dirette dal pm di turno della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, Stefano Musolino. Gli investigatori del Reparto Operativo, in queste ore, hanno sentito alcune persone, amici e familiari della vittima, nel tentativo di inquadrare il contesto all’interno del quale è maturato l’omicidio.

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