Olio Igp Calabria: la replica di Coldiretti al Dipartimento Agricoltura

Il Dipartimento Agricoltura commenta “a modo suo”, i rilievi di Coldiretti sull’imbottigliamento dell’olio IGP Calabria che avviene in tutti i paesi europei. Se questo è il risultato finale che si vuole esaltare come una vittoria -chiarisce Coldiretti – c’è da essere strabiliati vista anche la reazione di produttori olivicoli e consumatori che sono rimasti sbigottiti e indignati. La Coldiretti non si sottrae dal fornire ulteriori precisazioni in ordine alla vicenda e non certo per “polemica sterile e strumentale”. Si chiede a Coldiretti dove era il 20 agosto 2016 quando è stato pubblicato sulla G.U. dell’Unione Europea il riconoscimento dell’IGP olio di Calabria. Innanzi tutto è evidente che vi è una netta differenziazione tra l’esercizio di un potere pubblico, che si trova in una posizione differenziata e privilegiata rispetto alla generalità di altri soggetti, e quindi in una posizione di vantaggio e responsabilità con interlocuzioni ministeriali ed europee esclusive. Ma per spiegare basta ripercorrere la tempistica, che è cruciale e denota il “modus operandi “ della Regione e del Presidente del Comitato Promotore dell’IGP.

Nel giugno 2014, si conclude in modo positivo la fase istruttoria del MIPAAF che indice per il 9 luglio 2014 la Pubblica Audizione alla presenza degli organi Ministeriali, Regione e portatori di interesse. Il 10 Luglio 2015, viene pubblicato nella G.U. n. 158 il decreto MIPAAF per il riconoscimento della Protezione Transitoria. Fino a questo punto tutto bene. Dal 24 luglio 2015 con una nota degli Uffici della Commissione Europea, inizia la gestione “in solitaria” che ha portato il 20 agosto 2016 a quello che abbiamo scoperto qualche giorno fa. Sostanzialmente i protagonisti della filiera olivicola sono stati tenuti completamente all’oscuro e senza dubbio ha avuto un ruolo preminente qualche “mente discola e irresponsabile” che ha tutelato qualche interesse particolare.

Per la Sicilia che ha ottenuto l’imbottigliamento solo nella regione, il riconoscimento è avvenuto tre mesi prima della Calabria e non risponde al vero che la Sicilia benefici di regolamenti diversi in quanto non è considerata regione ultraperiferica; la Puglia sta responsabilmente contrattando e siamo convinti che porterà a casa il risultato. Il Dipartimento ancora una volta manifesta come conosce poco il mondo agricolo e precisamente quello olivicolo. Pensa veramente che prima che arrivasse l’IGP i produttori stavano a guardare? L’olio calabrese da anni e non da ieri viene acquistato da parte di commercianti e condizionatori su tutto il territorio nazionale e questo più volte anche il Presidente Oliverio lo ha considerato un vulnus per l’economia. Ma vi è di più: il PSR assegna una priorità all’obiettivo dell’imbottigliamento e della valorizzazione. Dopotutto si è sempre detto che imbottigliamo tra il 7 e il 10% dell’olio prodotto! Vogliamo ribadire che le politiche connesse al riconoscimento erano proprio per far crescere la quantità di olio imbottigliato in Calabria.

Questo significava creare valore aggiunto e ricchezza, non fosse altro al solo pensare di quante persone potevano essere impiegate direttamente e tramite l’indotto che si sarebbe creato. Il valore del marchio IGP era ed è questo! “Certamente – commenta Molinaro presidente di Coldiretti Calabria – non accettiamo il laconico e desolante invito del Dipartimento a modificare il Disciplinare tra due anni (l’ammissione conferma che abbiamo ragione): bisogna farlo subito! Il presidente Oliverio – chiede Molinaro -si faccia promotore dell’iniziativa con il coinvolgimento anche di sindaci, consiglieri regionali e parlamentari nazionali ed europei e ovviamente del Ministero. In merito poi al mancato disimpegno dei fondi comunitari è facile rispondere: è stato ottenuto con gli aiuti a superficie (peraltro sempre in ritardo e a spizzichi) e non certo con gli investimenti. Sul funzionamento del Dipartimento portiamo avanti quello che è stato detto l’8 giugno u.s. alla Manifestazione alla Cittadella Regionale davanti a oltre seimila agricoltori”.