Pasqua, san Francesco di Paola e la soluzione disperata

s_francesco_ Oggi, la Santa Pasqua, è anche il sesto centenario della nascita di san Francesco di Paola; fino a stamani, la Calabria non ha fatto assolutamente nulla in tal senso, come del resto non fece assolutissimamente nulla nel 2007, centenario del dies natalis del santo, volgarmente morte terrena. Ma siccome la Calabria non fa mai nulla di culturale tranne la “cultura della legalità e antimafia” segue cena (e, ormai spesso, seguono arresti), in una Calabria popolata di ignoranti con laurea, volete che si curi di san Francesco di Paola? Né le università, né gli enti vari. È uscito un libro di Pino Caridi, ma l’ottimo storico insegna a Messina: a Cosenza insegnano Pedagogia della resistenza, mica storia.

 Oggi mi giunge notizia da Paola che faranno, a Paola, qualcosa: ma guarda un po’! Ma quello che mi diverte è leggere, sempre tra le righe perché finora la stampa tacque, che la Regione e la sua Giunta di Alto Profilo hanno nominato un comitato: formalocchiu, un comitato! Nomi… ma no, in Calabria non si fanno mai nomi.

 Insomma, la soluzione dei disperati: quando non si vuole una cosa, si nomina un comitato.

 Ma facciamo finta che il comitato esista davvero, e cosa dovrebbe fare? Ora ve lo dico:

– Francesco visse parte della sua esperienza religiosa in ascesi ed eremitaggio; e gran parte nel cuore di un’epoca complessa e contraddittoria, quella che Huizinga chiamò “L’autunno del Medioevo”, e che lo vide protagonista accanto a papi e re d’Europa. Perciò non possiamo cavarcela con una generica botta di pauperismo e bontà da scemo del villaggio, giacché Francesco era di ben più solida levatura.

– Per secoli, Francesco fu il santo della Francia, dove visse e morì, della Spagna e del Regno di Napoli, e del mondo cattolico tutto. Dovunque sorsero conventi dei Minimi, e restano dovunque chiese del santo: basti l’elegantissimo edificio di Napoli di fronte a Palazzo Reale. Per chi cerchi curiosità, in Germania bevono la birra Paulaner.

– Molto interessante anche la storia dei Minimi, e ricordo qui il Cadurio (o Tedurio) di Roccabernarda, travagliata anima.

– Lasciatemi anche ricordare, oggi di specialissima attualità, l’amico di Francesco, quell’eroico Nicolò Picardo che, comandante della cavalleria del principe Alfonso, cadde martire dei Turchi a Otranto nel 1480. Il santo ne ebbe la visione quella notte stessa. Il popolo dice ancora “Cicco e Cola” per indicare due veri amici.

– Insomma, ci sarebbe da lavorare… e non trascuriamo i miracoli cari alla tradizione: “Passau u mara cu’ i zocculi”, si dice, parafrasando il prodigio del mantello.

 Ecco, se il comitato esiste davvero e non sta solo a pigliarsi una diaria, alcune cose che si possono studiare. E come? Ma con manifestazioni culturali possibilmente non tediose e accademiche; con teatro e film che non siano piagnistei spacciati per spiritualità…

 Boh! Intanto, anche nel nome di san Francesco di Paola, buona Pasqua a tutti, comitato incluso, se esiste davvero, e non farà la fine del comitato Sirleto di caligiuresca memoria, di cui feci parte e sto ancora ridendo tra le lacrime.

Ulderico Nisticò

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