Pranzo dell’Epifania nella Casa di Accoglienza “Suore Gerardine” di Soverato

Una giornata emozionate e carica di molteplici significati è stata vissuta oggi presso la Casa di Accoglienza San Gerardo Maiella  di Soverato Superiore.  L’Associazione Cuochi Catanzaresi  con il suo Presidente Filippo Galati  e l’azienda Frigor Carni di Montepaone, presente Domenico Viscomi,  si sono uniti per essere vicini  alle ospiti della Casa curata dalle Suore Gerardine.

Di buon ora, la Madre Superiora, Suor Aurora Todisco e Suor Nicolina Tridente hanno aperto la porta della Casa ad un gruppo di cuochi professionisti che ha voluto portare un sorriso e preparare alcune gustose pietanze per le anziane ospitate.  La lady chef Mariastella Taverniti con Maria Vittoria Benvenuto e gli chef:  Felice Vono, Franco Corapi,  G.Battista Marinaro e Domenico  Origlia, con l’assistenza della Sig.ra Maria Maddalena Urbano, cuoca di casa, guidati dal Presidente dell’APCC  F. Galati, si sono recati nella bella cucina della struttura per la preparazione del pranzo.

Intanto, la Soprano Stefania Marinaro, nel salone centrale, ha intonato alcune celebri canzoni della tradizione  napoletana coinvolgendo molte ospiti. Tra queste, una in particolare che, a dire di Suor Nicolina, “non parla mai”, tra la sorpresa di tutti, ha cominciato a cantare e un sorriso ha illuminato il suo volto rivelando piacevoli ricordi.       

Dopo il pranzo, tutte le anziane, la Madre Superiora con le Suore: Nicolina, Assunta, Brigitte e Lucia, gli chef ed alcuni familiari di persone assistite, riuniti nel salone, hanno condiviso altri allegri momenti.

Al termine della giornata ci si congeda con la riflessione  che la solidarietà è un gesto, un’azione che tutti, possiamo compiere. Senza andare lontani, nelle vie delle nostre città, ci sono angoli di umanità da scoprire, dove un semplice gesto, come regalare un attenzione, un sorriso, una carezza, una visita può contribuire ad alleviare le sofferenze di tante persone. Ricordarsi, quindi, di chi vive in situazione di disagio, debolezza o malattia, oltre che un compito morale,  è un’azione che  colma di soddisfazione, gioia e speranza tutti coloro che la sostengono.

Oggi è toccato ai cuochi dell’APCCz portare un sorriso a chi ne ha certamente più bisogno, ma la cosa ancora più bella è che tutti siamo tornati a casa con la gioia dentro il cuore e con l’auspicio di moltiplicare simili azioni.