Prosegue l’attività dell’associazione contro la pedofilia Meter

E’ Annalisa Gioiello la nuova responsabile lametina di Meter, associazione che opera in difesa dei diritti dei bambini.

L’avvocato Gioiello subentra a suor Maria Teresa Porrello, che nel febbraio 2014 ebbe l’iniziativa di istituire, anche in Calabria, presso l’istituto educativo T. Fusco di Lamezia Terme, una sede dell’associazione nazionale Meter Onlus, fondata da Don Fortunato di Noto, sacerdote di Avola conosciuto a livello internazionale per la sua azione di lotta e contrasto alla pedofilia ed alle organizzazioni pedocriminali.

“Nonostante Suor Maria Teresa sia stata trasferita- dice Annalisa Gioiello- noi dell’associazione abbiamo voluto proseguire il cammino intrapreso con Meter. Nel frattempo, si sono aggiunte altre volontarie e speriamo di avere una adesione sempre maggiore”.

A Lamezia Terme è alta l’attenzione su questa terribile piaga sociale. Da quando è stata istituita la sede lametina di Meter, coordinata da suor Maria Teresa Porrello, sono state promosse diverse iniziative di sensibilizzazione sul tema della pedofilia e, in generale, della violenza sui bambini.

“Nel mese di novembre- dice Annalisa Gioiello- sono stata a Pachino in Sicilia, dove opera una sede di Meter, per incontrare Don Fortunato e informarlo sulle attività che la sede di Lamezia intende portare avanti”.

“Tra gli appuntamenti- informa Gioiello- un incontro mensile del gruppo per raccogliere idee al fine di diffondere la conoscenza di Meter e del suo impegno sociale; la recita del Rosario per tutti i bambini vittime di violenza ed abusi, che si terrà ogni mese presso quasi tutte le parrocchie di Lamezia e dintorni; la divulgazione di un decalogo scritto da Don Fortunato, contenente dieci regole per interagire con internet in sicurezza e, a questo proposito, distribuiremo dei segnalibri agli studenti delle scuole elementari (quarte e quinte classi) e medie. In aprile prevediamo anche un incontro- prosegue Gioiello- con lo psichiatra Cesare Perri, che parlerà con i genitori degli studenti della scuola media Pitagora su un argomento molto delicato, cioè l’attenzione che i genitori devono prestare ai propri figli, specialmente nel rapporto con il web e le nuove tecnologie”.

Tra gennaio e aprile 2017, l’associazione antipedofilia Meter Onlus ha scoperto 1,7 milioni di foto e 530 mila video pedopornografici, per un totale di 731 protocolli inviati alla polizia postale italiana ed estera.

Questi dati confermano il dilagante fenomeno della pedofilia e pedopornografia. Secondo don Fortunato Di Noto, si tratta di “un olocausto che denunciamo da quasi trent’anni- dice- nell’indifferenza generale”.

In occasione di un recente convegno a Lamezia lo psichiatra Cesare Perri ha definito la pedofilia “una grave patologia psichiatrica” e ha così descritto la personalità del pedofilo: “Una persona lucida, in grado di intendere e di volere, quindi perseguibile penalmente. Perciò bisogna aumentare il controllo- ha affermato Perri- rafforzare le indagini e rendere le pene più severe. Ma, nel contempo, bisogna creare su tutti i mezzi di comunicazione, compreso Internet, una barriera insormontabile alla diffusione del fenomeno e a possibili contatti tra i pedofili”. Secondo Cesare Perri è fondamentale il ruolo della famiglia e della società, per proteggere i bambini.  “Le misure più efficaci –dice – sono quelle che tendono a sensibilizzare la società, la scuola, i genitori e i bambini. Ai genitori spetta di supervisionare le attività extrascolastiche del proprio figlio, insegnandogli a navigare in rete in sicurezza. Essere coinvolti il più possibile nella sua vita, mantenere ogni giorno con lui un dialogo aperto e fiducioso è il modo migliore per proteggerlo”. 

Antonella Mongiardo

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