Sal Nìstico, emigrato di successo

A Soverato, un concerto jazz per celebrare la memoria di Sal Nìstico, scomparso nel 1991, ma ancora di buona fama nel mondo della musica. La figura è stata onorata anche a Cardinale.

Da Cardinale infatti emigrarono gli avi di quello che, al suo paese, sarebbe stato Salvatore Nisticò: un cognome tipico cardinalese, ma ben presente anche a Catanzaro, Badolato e altrove; e una località Nisticò si trova, sulla mappa IGM, in agro di Gasperina. In inglese non c’è modo di pronunziare “nisticò”, e ciò avviene anche a me quando la solita vocina anonima chiama al telefono per spacciare qualcosa: “Parlo con la famiglia Nìstico?”

In realtà, ho spiegato, questo cognome e tanti altri come Condò, Gullà, Gullì, Macrì, Meliadò etc sono greci (romei, bizantini: lasciate perdere Ulisse e la Magna Grecia!). Nisticò dev’essere in origine il nome proprio Νηστικός, di un santo che noi conosciamo in versione latina, Ieiunio, venerato a Gerace. Significa, non ridete, Digiuno, perché praticava il digiuno di penitenza, la νηστεία. Per questa ragione, a S. Andrea è presente il cognome Nesticò. Per concludere con la digressione glottologica, ricordo che il presidente dell’Argentina è chiamato, alla spagnola, Macri e non Macrì.

Presidente? Già: i suoi avi erano di S. Giorgio Morgeto, e, via Polistena, raggiunsero l’Argentina. Anche Panetta, di Siderno, fu capo della CIA statunitense; e La Guardia e Giuliani sono ricordati come ottimi sindaci di N. York. Se torniamo indietro, a proclamare Vittoria imperatrice delle Indie fu l’italiano Disraeli, ebreo di Livorno e primo ministro britannico; e l’emigrato in Francia per eccellenza, anche se, per età, a sua insaputa, fu Napoleone Buonaparte, corso e toscano, poi rabberciato in Napoléon Bonapart(e); e non scordiamo Mazzarino, Massena, Zola… Però, la nascita del Regno dell’Italia Meridionale si deve a degli immigrati un po’ vivaci, i Normanni, venuti dalla Francia, dove tre generazioni prima erano arrivati dalla Norvegia.

Insomma, è tutto un fatto di come uno emigra, con quale stato d’animo, e se, emigrato, passa il resto dell’esistenza a piangere le zeppole della nonna, o si fa venire un poco di spirito di avventura, di gusto della vita; se prende in mano uno strumento, e suona; e magari studia musica. Ecco, Sal Nìstico è stato un emigrante di successo; e facciamo bene a ricordarlo anche e soprattutto come tale.

Da cardinalese di origine quale sono, ho curiosità di ricostruire la vicenda della sua famiglia. Non è personale, perché non ho mai sentito parlare di parenti emigrati negli USA; ma solo di due fratelli di mio nonno Ulderico, che, farmacisti, partirono uno per S. Paolo del Brasile e l’altro per l’Argentina non so dove; e del resto non so altro di loro ed eventuale progenie. Sarebbe però un lavoro per un giovanotto di belle speranze o fanciulla, che compili una tesi di laurea di sociologia: avi, motivo dell’emigrazione, lavori esercitati, carriera di Sal eccetera. Il sindaco di Cardinale, il mio ex allievo Danilo Staglianò, si è detto disposto ad aiutarlo. Io pure, da consulente del Comune, a titolo rigorosamente gratuito. Gratuito, io: al ragazzo, bisogna dare qualcosa.
I maestri di jazz presenti hanno parlato anche di un musicista americano Nesticò, ovviamente anche lui Nèstico. Sarà stato, dicevamo, di S. Andrea; e lo stesso discorso ho fatto al sindaco Ramogida, presente anche lui.
Intanto, buon concerto di stasera.

Ulderico Nisticò

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