Soverato – A cosa serviranno questi 400 posti letto?

Noto lo sgomento del Nisticò nello scoprire che la cittadina di Soverato ha da proporre solo 400 posti letto e mi chiedo (e chiedo a lui): ma di cosa se ne fa la cittadina di Soverato di 400 posti letto? E’ in grado il turismo, che ogni anno si ripropone a Soverato, di riempire tutte le stanze di tali strutture? O per caso a stento si arriva ad un coefficiente di riempimento superiore al 60-70%?
Il Nisticò continua a citare la sociologia, senza mai proporre analisi che rendano giustizia a tale disciplina. La sola soluzione che propone, in molti suoi articoli, è quella del potenziamento dei 3-4 musei presenti nell’area del catanzarese, musei che difficilmente attirerebbero turisti anche solo scarsamente colti (attenzione a non dirlo al Nisticò però), al fine di dare un’impronta culturale al turismo che viene presentandosi annualmente. Anche qui, la sociologia riceve un bel calcio nel viso dal Nisticò il quale, non rendendosi conto che le tendenze dei turisti (e quindi di coloro che creano la Domanda, modificando di conseguenza l’Offerta) non sono più quelle degli anni ’70, continua con il suo proclama secondo il quale è colpa degli abusivi, dei prezzi degli affitti leggermente lievitati e/o dei 3-4 musei tenuti male che nessuno si fila, se la gente non viene più in vacanza a Soverato, o ne viene sempre meno. Lui vorrebbe vendere ai turisti il Museo e Parco Archeologico di Scolacium come fosse il Guggenheim di Bilbao, il Louvre di Parigi o il Moma di New York, musei dalla reale e comprovata potenza attrattiva, non capendo che se nessuno si fila questo museo è perché è quello che è: un museo spoglio, che definire museo è cosa aberrante e folle.

Non ci si rende conto però del fatto che il profilo del turista (e quindi, potenzialmente, anche del pazzo che decide di venire in vacanza a Soverato), soprattutto negli ultimi 10 anni, è nettamente cambiato rispetto al passato (si legga i Rapporti sulle tendenze turistiche) e che Soverato (come le cittadine limitrofe) non ha niente, allo stato attuale, da poter proporre per attirare i nuovi flussi di turisti, ergo resta inerme difronte ai cambiamenti nelle scelte e nei gusti dei turisti, in quanto:
1) Non ha servizi di prima qualità (secondo un’analisi dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, la gente spende meno giorni (in media) in vacanza, ma richiede l’accesso a servizi sempre più di qualità che la zona non ha da proporre; non si parla solo delle strutture ricettive, ma servizi navetta dedicati, magari con partenze costanti da e per l’aeroporto, locali con programmazione musicale di tutto rispetto etc…
2) Non ha una programmazione fatta di concerto con le altre zone dell’area catanzarese, il che vuol dire un totale sfilacciamento nell’organizzazione di eventi di portata medio-grande
3) Per quel che riguarda i turisti stranieri, la città di Soverato e quelle circostanti NON SONO ATTREZZATE NELL’ACCOGLIERE TALI TURISTI
Mi soffermerei sul punto 3 per mettere in evidenza un paio di aspetti. Mettiamo il caso che, una volta giunto nella meravigliosa, incredibile e inimitabile Perla dello Jonio, il turista tedesco (non il calabrese emigrato a Dusseldorf) o quello canadese (non il calabrese emigrato a Toronto) o quello norvegese decida di trascorrere una giornata all’insegna della scoperta della costa jonica, domandando di conseguenza la disponibilità di un paio di guide che possano accompagnare il gruppo di turisti nel mini tour: PANICO TOTALE! E perché? Impossibile trovare una guida che sappia parlare ALMENO un inglese tale da permettergli di essere inteso dai turisti; non si richiede il tedesco, il francese o lo spagnolo, ma quanto meno l’inglese… Ed ecco qui spiegato, anche se solo in parte ovviamente, la scarsità di presenze di turisti (soprattutto stranieri) nel soveratese (il passaparola sulle inefficienze di un posto non esiste solo da noi, eh).
ALERT: spero il Nisticò non consideri turisti i calabresi emigrati fuori Regione che, una volta giunti ad Agosto, decidono di fiondarsi in 4 o 5 in casa dei parenti i quali, per fortuna o sfortuna, sono rimasti in Calabria. La maggior parte di questi “turisti”, pur di non spendere 10 euro, mangia sempre e perennemente a casa dei parenti, decidendo di recarsi al ristorante solo la sera prima della partenza. La maggior parte di questi “turisti” non prende in affitto un ombrellone presso una qualsiasi delle strutture poste sulla spiaggia e, a malapena e a malincuore, consuma solo un paio di caffè al bancone di tali strutture nell’arco di tutta la giornata; per il resto, Dreher (o Coca Cola e acqua) e borsa frigo ogni santo giorno. È un dato abbastanza certo, quasi incontrovertibile, anche perché basta chiedere ai ristoratori o ai gestori qual è l’andazzo nei loro ristoranti per capire di cosa sto parlando. Fosse per me, emanerei (ovviamente in maniera ironica) un Daspo per tali tipi di turisti, i quali si recano qui solo per pura scrocconeria (povere famiglie), non apportando alcun beneficio né alla città in sé né tantomeno alle attività commerciali della zona.
Per chiudere: la città di Soverato dovrebbe tenere bene a mente che, dato soprattutto l’incessante sviluppo dei vettori low cost, la direzione che va presa nel campo del turismo è quella dell’internazionalizzazione della ricezione, e non la conta delle stanze rispetto al paesello X della provincia di Vibo Valentia o a quello Y della provincia di Crotone. Puntare all’internazionalizzazione (anche della promozione web del territorio) di quel che si ha, può essere l’asso nella manica che la città di Soverato e la Calabria tutta possono giocare per avere (o riavere) un turismo che sia veramente di qualità, che è quello che le compete.

Altro punto fondamentale: chi scrive sul web vive il (e nel) territorio e poi non fa niente. Questa tipologia di cittadino è ampiamente diffusa, soprattutto nell’area del soveratese, dove quotidianamente si assiste ad attacchi a mezzo web, rivolti soprattutto alle varie amministrazioni comunali, senza che però nessuno metta SERIAMENTE a disposizione le proprie conoscenze/competenze per cercare di migliorare la ricettività di un posto. C’è chi propone la solita operetta teatrale da dare in pasto al solito pubblico annoiato, nel bel mezzo di Agosto, chi propone l’aumento (se non ricordo male) del numero delle sagre (gioia del turista spilorcio che sa bene di potersi riempire la pancia con soli 5/6 euro), ma mai nessuno che decida di informarsi sulle nuove tendenze in fatto di turismo per cercare di modificare la propria offerta (anche qui, si vedano i Rapporti stilati con cadenza annuale dall’Osservatorio). Invece, quello che spesso viene chiesto alle varie amministrazioni, è cercare di “abbellire” l’estate con le sagre, per fare contenti i turisti già citati, che turisti non sono.
L’area del soveratese deve capire quello che vuole e come arrivare a ciò: da un lato, continuare a proporre le solite cose banali per gli emigrati che ritornano ad Agosto; dall’altro, una programmazione seria (con annessi servizi) in grado di attirare il potenziale turista straniero che può giungere sulle nostre coste, grazie all’espansione, come già detto, dei servizi dei vettori low cost (basta vedere le nuove rotte aperte da Ryanair, in vista del periodo estivo, con arrivi e partenze da Cracovia, Amburgo e Madrid, le ultime in ordine temporale).

 S.I.

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