Soverato – Cinghiali: volete i feriti…

…o peggio?

 La foto che vedete non è stata scattata nel bel mezzo di un bosco remoto, bensì a Soverato, nel centro della Soverato turistica. Rappresenta, e solo in parte, un branco di cinghiali liberi di scorrazzare a piacimento, e che nessuno ferma.

 Basta chiamare… no, non basta, perché se telefonate a Y vi risponde che la responsabilità è di X, e se a X che è di Z, e se a Z che è di Y. E il buffo è che hanno ragione tutti, sia X sia Z sia Y sia W e Caio e Sempronio, e ognuno di loro può invocare una legge o un codicillo a suo favore. O piuttosto a favore dei cinghiali, i quali, tra una norma e l’altra, sono ormai padroni del territorio.

 Dobbiamo aspettare che ai danni, ben noti, si aggiungano feriti o morti? Attenzione, non stiamo giocando con notizie sensazionali, non cerchiamo di spaventare nessuno: il cinghiale non è un passerotto o un tasso, non è il ghiro da tutelare; è un animale fisicamente possente, caratterialmente aggressivo, e, più grave, una specie quanto mai prolifica. La presenza del cinghiale è un problema serio, e non commuovono le belle parole di animalisti della domenica che vorrebbero trattare il cinghiale come fosse un simpatico furetto.

 Qui serve a tutti un ripasso della lezione di etologia. I cinghiali che ormai dovunque, persino a Roma, devastano le cose e mettono in pericolo le persone, non sono una specie autoctona, ma l’effetto di un ripopolamento condotto con criteri allegri, e senza conoscenze di zoologia; e figuratevi di etologia. Le specie autoctone hanno una loro nicchia nella quale seguono regole di comportamento sia innate sia apprese, e questo è il concetto di ethos. Il cinghiale non ha regole né ethos, e perciò mostra un comportamento del tutto anomalo. La questione è seria, e dev’essere affrontata senza ideologie e senza rimpalli.

 Con le attuali leggi (e soprattutto con l’attuale mentalità!), non fa niente nessuno: Y, W, Z, X, Sempronio, Caio, Tizio e Mevio; e tutti hanno una buona scusante. Tutti, tranne gli agricoltori e persino gli operatori turistici, che subiscono le conseguenze. O tranne chi, oggi o domani, verrà fisicamente colpito!

 Come si aggirano le trappole infernali della burocrazia? Ma con la politica! I sindaci devono pretendere che le autorità si assumano le loro responsabilità, e pongano al primo posto la difesa delle persone e dei beni.

 Urge anche una protesta decisa, da parte della cittadinanza e degli operatori agricoli e turistici.

 Chi lo deve fare? Ma chi è del mestiere, e sa come fare.

 Si otterranno così due risultati:

  • nell’immediato, contenere e respingere la minaccia;
  • nel medio termine, indurre i cinghiali superstiti a ritirarsi in ambienti naturali lontani dai luoghi antropizzati, come fanno da millenni tutti gli animali.

Ulderico Nisticò

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