Soverato – Davanti alle mura di Gerusalemme, spettacolo teatrale per Orlando

Soverato tutta sta lottando assieme al suo guerriero Orlando. Un ragazzo colpito da un male curabile solo oltre oceano. Innumerevoli le iniziative per raccogliere fondi. Questa volta, la sera di martedì 27 marzo, è stato il turno della rappresentazione teatrale patrocinata dalla Regione Calabria, dalla Fondazione Lili e dall’Associazione culturale Arciere “Davanti le mura di Gerusalemme” di Adriana Toman, ultima della “Trilogia Gioachimita” pubblicata da Rubbettino Editore. Presenti in sala il sindaco della città Ernesto Alecci e il Presidente Onorario del Centro Studi Gioachimiti Salvatore Oliverio, insieme a tantissimi cittadini. La scenografia è assente.

Tutto si gioca nelle proiezioni sul fondo che creano uno spazio irreale, portando lo spettatore al di fuori delle mura della città Santa, con i piedi sulla sabbia mossa dal vento e con gli occhi rivolti verso un cielo stellato. A riempire il palco sono le voci calde dei tre protagonisti che, sole, esprimono la magia di un incontro notturno. Il cristiano Gioacchino interpretato da Marco Silani, l’ebrea Amariah interpretata da Mariana Lancellotti e il musulmano Saladino interpretato da Antonio Francesco Conti portano sulla scena un dialogo fra le tre grandi Religioni monoteiste del mondo.

Un dialogo dal quale emerge il sentimento di fratellanza del cristiano, di coraggio del musulmano e la passione smisurata della donna ebrea. La calabrese Lancelotti carica di impeto emotivo il suo personaggio, creando una donna tanto fragile quanto tormentata dal desiderio di riscatto. Come gli uccelli che ha ammaestrato, così lei vorrebbe spiccare il volo sulle ali della conoscenza e della sapienza, da sempre negate ad una donna costretta a vestire i panni di perfetta moglie e madre. In maniera fresca e originale l’attrice restituisce alla trama una donna “moderna” che, alla fine della rappresentazione, rinuncia alla vita per “volare” in cielo.

Da solo sulla scena chiude la rappresentazione Conti con parole dall’alto significato filosofico che descrivono una contesa storico-religiosa partita da lontano e giunta sino ai nostri giorni, con Israele e Palestina ancora bagnati dal sangue. Ma che, in una sera come un’altra, sembrano descrivere la vita di Orlando: <<Vi sono momenti che cambiano la vita di ognuno di noi>> e che aumentano il desiderio di speranza.

Floriana Ciccaglioni.

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