Soverato, italiani e immigrazione: dibattito a più voci sul decreto Salvini

Politici, studenti e testimoni diretti del fenomeno protagonisti di un vivace confronto

L’Italia di fronte al grande tema dell’immigrazione. Se ne è discusso oggi a Soverato, nel contesto di un confronto a più voci promosso dall’amministrazione comunale e aperto alla partecipazione degli studenti. Gremita la platea del teatro che ha visto dibattere esponenti politici di tutti gli schieramenti: Pd, LeU, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega. Assenti, un po’ a sorpresa, i 5 Stelle. Ne è venuto fuori, comunque, un vivace momento di riflessione che ha consentito di mettere in evidenza i tanti aspetti critici del fenomeno e le possibili risposte da attuare, nel breve e nel lungo periodo.

Molto positivi, pertanto, i riscontri dell’iniziativa, ottimamente organizzata dall’assessore comunale alle Politiche sociali, Sara Fazzari, e dal suo staff. L’introduzione è stata curata dall’avvocato Vincenzo Vaiti, che ha posto l’accento sui cambiamenti introdotti dal cosiddetto “decreto sicurezza” nel sistema dell’accoglienza di profughi e rifugiati. Sono seguite le testimonianze particolarmente significative di Pino De Lucia, della cooperativa Agorà, e di Sonila Alushi, giovane donna imprenditrice di origini albanesi arrivata in Italia negli anni ’90 e oggi perfettamente integrata sia dal punto di vista lavorativo che sociale.

Le loro esperienze hanno offerto una serie di spunti per la successiva tavola rotonda che ha visto lungamente dibattere i parlamentari Wanda Ferro (FdI) e Antonio Viscomi (Pd), i consiglieri regionali Baldo Esposito (Fi) e Arturo Bova (LeU), il coordinatore provinciale della Lega di Catanzaro, Antonio Chiefalo, e il sindaco di Soverato Ernesto Alecci (Pd). Un confronto appassionato, a tratti anche molto duro nei toni, ma sempre condotto nei canoni del rispetto reciproco, espressione di sana democrazia. Se Bova ha dichiarato che il decreto sicurezza “verrà sicuramente stracciato” per incostituzionalità, di parere diametralmente opposto è stato Chiefalo, che ha invece difeso a spada tratta la legge che porta in calce la firma del vicepremier Matteo Salvini.

E mentre Wanda Ferro ha invocato “il blocco navale” di fronte alla Libia, per fermare gli sbarchi dall’Africa, Antonio Viscomi ha evidenziato la portata storica del fenomeno migratorio “che richiede risposte certamente più razionali e adeguate”. Ha concluso i lavori, moderati dal giornalista Francesco Pungitore, l’assessore regionale al Lavoro e al Welfare, Angela Robbe.