Soverato – Presentazione della raccolta di poesie Meggjju l’erba mia. Poesie in vernacolo di Filippo Alampi

Alle 18:00 di venerdì 10 Novembre nella sala consiliare del Comune di Soverato Filippo Alampi, nato a Santa Caterina dello Jonio ma soveratese d’adozione, presenta la sua seconda fatica poetica Meggjju l’erba mia, edito da Eurit Edizioni. Una raccolta di versi scritti in dialetto calabrese che raccontano la storia di una vita intera. I saluti di apertura spettano ad Emanuele Amoruso, essenziale e conciso nei suoi più sentiti complimenti al lavoro dell’autore e deciso ad augurargli il più grande successo per questa sua seconda raccolta. Modera l’incontro il Dott. Fabio Guarna che, con parole intrise di timore reverenziale verso i “grandi” seduti accanto a lui nel lungo tavolo dei relatori, riesce ad esprimere un profondo apprezzamento all’opera poetica di Alampi.

Segue l’intervento di Marcello Cento, grande amico del poeta, che offre al pubblico una tenera emozione di chi quella vita descritta tra le pagine bianche l’ha realmente vissuta e condivisa con colui che l’ha scritta. Pagine piene di storia e memoria, di vecchi e di giovani, di passato e di presente. Nelle parole di Cento, Alampi lascia un testamento spirituale mosso dall’amore. A chiudere la serie di interventi è l’Ing. Saverio Dastoli, Presidente della casa editrice Eurit, che spiega come le parole in rima di Alampi siano in perfetto accordo con il progetto editoriale di promuovere le tradizioni culturali dei vari territori che fanno parte dell’Europa Unita.

Il cuore dell’intero incontro batte al ritmo delle parole del Prof. Giulio de Loiro, che fu professore del poeta, mentre descrive con una Lectio Magistralis dai toni ora cattedratici, ora sentimentali- i temi che attraversano l’intera opera. Sono temi di vita, da quando si è bambini sino all’età adulta. La politica, l’emigrazione, i ricordi d’infanzia, gli animali, le esperienze amorose, la buona tavola, la religione, il paesaggio naturale e, per ultime, le due poesie dedicate alla madre e alla sorella Vittoria. De Loiro snocciola, parola dopo parola, tutta la poetica che c’è dietro a versi semplici, ma sapientemente costruiti; ironici e passionali, ma profondamente malinconici. Alcune poesie scelte vengono lette in sala dal Prof. Mimmo Talotta che, con i toni bassi di una voce adulta, rende viva quella malinconia di chi guarda alla propria vita con la prospettiva di un passato che abita il ricordo.

E altre dal giovanissimo Ferdinando Iorfida che, con il respiro affannoso che spezza la voce, rende viva quella passione e quell’ironia di chi guarda alla vita con la prospettiva di un futuro che abita il desiderio. Non resta che concludere -nel pieno della commozione- ad Alampi che, ringraziando tutti quegli amici giunti sin lì per rendere omaggio al suo lavoro, ha vissuto un pomeriggio di gioia e affetto sincero. La serata si conclude con l’attestato di merito che il poeta e l’Ing. Dastoli offrono al giovane Ferdinando che, in quarta elementare, alla domanda della maestra su chi fosse il suo autore preferito della letteratura italiana risponde:<< Filippo Alampi>>.

Floriana Ciccaglioni